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Esteri

CINA/ Stop ai campi di lavoro e alla legge sul figlio unico, la svolta di Xi Jinping

Svolta seppure ancora parziale della Cina nel campo dei diritti umani. Ammorbidita la legeg sul figlio unico e aboliti i campi di lavoro di rieducazione per i dissidenti

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Abolizione in vista di due odiose tradizioni che fino a oggi hanno reso  la Cina uno dei peggiori casi al mondo di mancanza di rispetto dei diritti umani. Una svolta introdotta da Xi Jinping  all'ultimo plenum del Partito comunista cinese che sta facendo entusiasmare in molti, ma che in realtà è molto ridotta e anche in parte deludente. La Cina prova a uscire dal suo mondo repressivo, ma lo fa a piccoli, piccolissimi passi. In particolare la legge che vieta di avere più di un figlio per ogni famiglia, legge applicata nel modo più barbaro immaginabile, con aborti forzati anche al nono mese di gravidanza. Una legge pensata per mantenere il controllo delle nascite in uno dei paesi più popolati della terra, ma che ha solo distrutto milioni di famiglie e costato altrettanti aborti. Ovviamente non sarà abolita immediatamente e completamente: sarà resa più malleabile. Se uno dei due genitori di una coppia è figlio unico, sarà legale avere due figli, a differenza di prima quando solo se entrambi i genitori erano figli unici potevano avere due figli. L'altro provvedimento riguarda l'abolizione dei campi di lavoro dove venivano mandati i dissidenti o sospetti tali, i cristiani e i credenti di qualunque religione. Secondo quanto annunciato saranno del tutto aboliti e sarà anche ridotto l'uso della pena di morte. Il Partito si impegna a migliorare la condizione dei detenuti, a sostenere il loro reinserimento nella società alla fine della pena e vietare le confessioni estorte con la tortura, pratica oggi ancora diffusissima. E' difficile immaginare una Cina realmente diretta verso il rispetto dei diritti umani, ma forse qualcosa sta davvero cambiando. 

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