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CINA/ Blangiardo: la politica del figlio unico è fallita, ecco perché

Soldati cinesi (Infophoto) Soldati cinesi (Infophoto)

Questa riforma faciliterà la responsabilità per la costruzione del loro futuro da parte delle famiglie. Attorno ai figli si fanno gli investimenti per il futuro, i sacrifici e le previsioni di spesa. L’idea di non essere limitati a un unico figlio, avendo una maggiore libertà d’azione nella progettualità familiare, può essere un incentivo ad accrescere l’impegno, il coinvolgimento e la responsabilità della popolazione e dei lavoratori.

 

Lo stop all’obbligo del figlio unico in Cina può rischiare di portare la situazione demografica fuori controllo?

La popolazione cinese è composta da 1,3 miliardi di persone. Gli indiani sono sullo stesso ordine di grandezza, e se non hanno già superato i cinesi lo faranno presto. La Cina non è quindi più neanche l’unica grande potenza demografica mondiale. Inoltre l’equilibrio della popolazione, sia che parliamo di San Marino sia che parliamo della Cina, è sempre una caratteristica imprescindibile all’interno di un territorio.

 

Quindi la Cina non rappresenta un caso diverso dagli altri?

No, una popolazione che vuole continuare se stessa in via del tutto naturale raggiunge il suo equilibrio quando, in media, una coppia riproduce una coppia di altre persone. Possono essere miliardi o migliaia di persone, ma il principio di fondo rimane lo stesso. L’equilibrio mondiale della popolazione consiste nel fatto di raggiungere una qualche forma di stabilità, che non sarà sui 7 miliardi di oggi, ma sugli 8 o 9 miliardi che si vanno prospettando per il futuro.

 

Insomma la Cina ora potrà ritornare all’equilibrio demografico?

Pur all’interno dei suoi grandi numeri, la Cina può comunque realizzare l’equilibrio che sarebbe stato negato finché si rimaneva al livello di un figlio per donna. Questa norma, se non fosse stata modificata, inevitabilmente avrebbe alterato in maniera massiccia la struttura per età e questo sarebbe stato fonte di situazioni particolarmente problematiche. Avere un giusto ricambio tra le generazioni è al contrario un segnale di equilibrio raggiunto.

 

(Pietro Vernizzi)

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