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Esteri

FRANCIA/ Sparatoria a Parigi, smentito l'arresto dell'attentatore

Le Parisien ha fatto sapere che l'uomo che ieri ha sparato nella sede di Liberation e poi nel quartiere della Defense è stato arrestato. Poco dopo, però, è arrivata la smentita della polizia

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

La polizia francese ha ufficialmente smentito la cattura dell'attentatore che ieri, a Parigi, ha aperto il fuoco nella redazione di Liberation ferendo gravemente un fotografo e poco dopo anche alla Defense, dove fortunatamente non ha provocato vittime. Inizialmente era stato il quotidiano Le Parisien a diffondere la notizia dell'arresto, ma sembra che l'uomo fermato, molto somigliante alle foto circolate, non sia in realtà coinvolto nelle sparatorie: al momento dei due episodi, infatti, si trovava dal medico ed è stato già rilasciato. La caccia all'uomo quindi continua.

La polizia parigina ha smentito la notizia diffusa dal quotidiano francese "Le Parisien" secondo cui l'attentatore che ieri ha sparato nella sede di Liberation e poi nel quartiere della Defense sarebbe stato arrestato nel Settimo Arrondissment di Parigi. Il giornale precisava che non c'era ancora una "conferma ufficiale", ma poco dopo le autorità hanno fatto sapere che la persona fermata non è in realtà il ricercato. Dopo un primo identikit diffuso ieri, questa mattina è stata pubblicata una nuova foto che ritrae chiaramente il volto dell'attentatore, immortalato da una delle videocamere di sorveglianza della metropolitana. Sembra inoltre che l'uomo indossi una giacca rossa e un cappellino beige, oltre a trasportare la borsa contenente le armi, forse anche delle bombe. "Si tratta di un individuo che rappresenta un vero pericolo - aveva detto Manuel Valls, ministro dell'Interno francese - Faremo di tutto per bloccarlo e interrogarlo". Il presidente francese Francois Hollande aveva invece commentato la sparatoria affermando che la priorità è "arrestare colui che ha tentato di uccidere e potrebbe ancora uccidere". "La sola istruzione che ho dato al Ministro dell’Interno e a tutte le forze di sicurezza - ha aggiunto il numero uno dell'Eliseo - è quella di arrestare e interrogare l’attentatore, perché non possa nuocere a qualcun altro".

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