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SPARATORIA PARIGI/ Il dibattito: una pazzia figlia della crisi (non solo) economica

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Non siamo negli Stati Uniti che è possibile reperire facilmente pistole, fucili e quant’altro; questo per dire che ci sono ancora pochi elementi per parlare di attentato alla democrazia. Quello che sarà veramente interessante scoprire sarà la sua storia, le motivazioni che l’hanno spinto a compiere questo gesto radicale”, ha fatto sapere Anne Le Nir, giornalista di Rfi (la principale emittente radiofonica francese). Oltralpe si vive un malessere nazionale diffuso: una crisi deflagrante, a livello economico e sociale, e poca fiducia nella politica. 3 milioni e mezzo di disoccupati, forti tensioni sociali e un insoddisfazione generale verso il governo che non ha saputo prendere le misure necessarie per rilanciare l’economia. Insomma, il malcontento ha colpito anche il paese che sembrava essere uno dei vagoni più saldi alla locomotiva Germania. “Ci sono molti problemi in Francia per quanto riguarda la presa in carico di persone che hanno problemi psichiatrici. Purtroppo la prevenzione a livello psicologico e psichiatrico patisce sempre di più della mancanza di fondi, probabilmente non si fa abbastanza in questo campo. Bisognerebbe dare più peso alla psichiatria, è una delle priorità sociali”, prosegue Anne Le Nir. La chiave sociologica è sicuramente da tenere in considerazione per la lettura di un evento del genere e Richard Heuze, giornalista di Le Figaro, pone l’accento anche sulla minaccia posta dai populismi: “Sul piano economico sono previsti dei miglioramenti entro la fine di quest’anno, ma sono ancora troppo lievi per rassicurare la popolazione. Dobbiamo considerare come un campanello d’allarme anche la rinascita del Front National di Marine Le Pen, un movimento di estrema destra che sicuramente si affermerà nelle prossime elezioni europee. Attacco alla libertà di stampa? E se fosse semplicemente un matto? Non sappiamo se l’attentato sia di matrice politica o se si tratta semplicemente di uno squilibrato. Forse si è trattato di un uomo che esprime il suo rancore a Parigi, così come spesso è capitato negli Stati Uniti. È stato sicuramente un fatto inaudito perché un giornale non ha mai subito un attacco di questa natura. Il fatto che sia stato preso di mira un quotidiano di sinistra non cambia lo stato delle cose. Penso che se fosse stato un atto terroristico non avrebbe mancato l’obiettivo provocare il maggior numero possibile di morti e feriti.”

(Mattia Baglioni)



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