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Esteri

GERMANIA/ Rusconi: la Merkel non muoverà un dito per salvare l'Italia

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Né Cdu né Spd hanno intenzione di accettare gli Eurobond. Per comprenderlo basta vedere qual è la posizione di Martin Schulz, presidente socialdemocratico del Parlamento Ue, che non si discosta in nulla dalla linea della Merkel. La Spd non ha un progetto alternativo rispetto al Cancelliere. Qualsiasi concessione da parte della Germania sarà quindi soltanto un modo per rimandare lo scontro con gli altri Paesi Ue, ma non certo un cambiamento di rotta. La Germania tenderà piuttosto a ritirarsi dall’Europa ma non a cedere.

 

In che senso la Germania potrebbe ritirarsi?

Nel senso che potrebbe smettere di avere un ruolo attivo all’interno dell’Ue. La Germania continuerà a perseguire la sua politica, magari rinunciando a imporre più di tanto le sue condizioni a Paesi come l’Italia o la Grecia. Già Berlino ha costretto tutti gli europei ad adottare delle politiche di rigore, anche se più di così non può chiedere. Ma se per caso dovesse cadere il governo Letta, lo spread Btp/Bund si impennasse e l’Italia finisse come la Grecia, la Germania non muoverebbe un dito. Lo stesso vale nei confronti della Grecia e della Spagna. Di fronte a una situazione critica e drammatica, la Germania non è disposta a salvare l’Europa. Con ciò non voglio escludere che l’Italia, sia pure faticosamente, riesca a uscire dall’emergenza in cui si trova. Comunque sia Berlino non cambierà linea.

 

Insomma, quella della Merkel è una forma di attendismo?

È la parola giusta, la sua strategia consiste nello stare a vedere. Non illudiamoci però che la Germania sia disposta a cambiare neanche se dovesse verificarsi un acutizzarsi della crisi. Ciò virtualmente significa la fine dell’Europa come l’abbiamo sempre sperata.

 

(Pietro Vernizzi)

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