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NUCLEARE/ Il 5+1 spegne l'atomo degli ayatollah, la Germania torna in Iran?

Pubblicazione:lunedì 25 novembre 2013

Il presidente dell'Iran Hassan Rouhani annuncia l'accordo (Infophoto) Il presidente dell'Iran Hassan Rouhani annuncia l'accordo (Infophoto)

Il membro aggiunto, il +1, ovvero la Germania, ha peraltro più che mai senso trattandosi non solo del maggior paese europeo ma anche di una potenza che ha pure specifici legami sia attuali che storici con l'Iran. 

Per decenni, fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Gran Bretagna e Germania si erano disputati l'influenza sull'Iran finché nel 1941 Londra riuscì a far cadere lo Scià padre di Reza Pahlevi, che era filo-tedesco, e a mettere al suo posto il figlio, che era invece filo-inglese (e che restò al potere fino a quando nel 1979 venne cacciato da Khomeini). Non di meno, al di là di tutto ciò che da allora è accaduto, la Germania è sempre riuscita a mantenere ovvero a ricostruirsi un ruolo di rilievo nei rapporti tra Occidente e Iran, nel cui interscambio con l'estero ha tuttora ampio spazio. 

Piuttosto dispiace che i nostri più recenti governi, presieduti da personalità che vantano grandi entrature nei salotti buoni dell'Occidente, non siano riusciti a impedire che l'Italia venisse lasciata fuori dell'inedito gruppo. Ne avremmo avuto motivo e legittimo interesse sia per gli storici meriti che grazie all'Eni di Enrico Mattei ci guadagnammo all'epoca della crisi seguita alla nazionalizzazione del petrolio iraniano, e sia per i rapporti che comunque siamo riusciti a mantenere fino ad oggi. 



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