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NUCLEARE/ Il 5+1 spegne l'atomo degli ayatollah, la Germania torna in Iran?

L'accordo siglato nella notte di sabato scorso 23 novembre a Ginevra fra le potenze del gruppo dei 5+1 e l'Iran può creare le premesse per una nuova pace in Medio oriente. ROBI RONZA

Il presidente dell'Iran Hassan Rouhani annuncia l'accordo (Infophoto) Il presidente dell'Iran Hassan Rouhani annuncia l'accordo (Infophoto)

Avendo gli Stati Uniti il controllo totale dello spazio aereo alla scala planetaria, l'accordo siglato nella notte di sabato scorso 23 novembre a Ginevra fra le potenze del gruppo dei 5+1 e l'Iran non presenta alcun rischio per la pace né per il presente, né per il futuro. Perciò non è affatto vero che "da oggi il mondo è più pericoloso" come pare ieri a Gerusalemme abbia dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in apertura della seduta settimanale del consiglio dei ministri, come di routine convocata la domenica (che, essendo in Israele il primo dei giorni feriali, là è un "lunedì"). Malgrado le smargiassate dell'oggi uscito di scena premier iraniano Ahmadinejad, in primo luogo l'Iran non ha il grado di sviluppo che è indispensabile per poter produrre ordigni nucleari realmente utilizzabili; e in secondo luogo, se si provasse a costruirli, gli Stati Uniti - padroni assoluti della telecomunicazione e appunto dello spazio aereo mondiale - se ne accorgerebbero e non esiterebbero a lungo a fornire a Israele tutta l'assistenza tecnica necessaria per attaccare dal cielo e radere al suolo gli impianti nucleari iraniani.  

In base all'accordo siglato ieri, l'Iran si impegna a interrompere l'arricchimento dell'uranio al di sopra del 5%, a non dotarsi di altre centrifughe e a neutralizzare le proprie riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le potenze del gruppo dei 5+1 si impegnano per i prossimi sei mesi a non imporre sanzioni all'Iran. In questi sei mesi le parti continueranno le trattative in vista di un accordo generale che finalmente – aggiungiamo noi – toglierebbe dall'isolamento un paese di 75 milioni di abitanti prescindendo dal quale non si può giungere ad alcuna stabilizzazione del Vicino e Medio Oriente. 

Rinviando per ulteriori approfondimenti in proposito a un nostro precedente intervento, ci soffermiamo qui piuttosto su chi ha trattato l'accordo con Teheran, ossia l'inedito o comunque poco conosciuto Gruppo dei  5 + 1. Si tratta di un gruppo composto dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ovvero le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina) più la Germania, ovvero la principale potenza sconfitta. Essendo i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza stabiliti in base a una vicenda conclusasi quasi settant'anni or sono, e i cui effetti geo-strategici si sono ormai esauriti da almeno vent'anni, ben venga qualsiasi cosa costituisca un fatto nuovo rispetto a quel superatissimo status quo