BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA-PUTIN/ Ol'ga Sedakova: la Russia ha bisogno della "povertà" di Francesco

Pubblicazione:martedì 26 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 26 novembre 2013, 10.03

Il presidente russo Vladimir Putin (Infophoto) Il presidente russo Vladimir Putin (Infophoto)

Mi sembra una consuetudine per i papi scrivere lettere esortando alla pace chi ha il monopolio della forza. Papa Francesco è stato molto saggio.

Il papa si è anche raccomandato a Putin perché pregasse per lui.
Putin potrebbe manifestare una volontà pacifica sulla Siria, ma questo dipende solo dal suo calcolo politico. Non penso infatti che sia sincero in questo. Non ho elementi per giudicare la politica estera della Russia, ma so bene che Putin non è una persona pacifica.

Davvero?
No.

Vuol dire che si è mostrato aperto verso Francesco solo per ragioni politiche?
Penso proprio di sì. Putin non ha rapporti con la gente, non ama il dialogo col suo popolo. Questo dovrebbe fare molto pensare all'estero, dove al contrario gode della fama di persona pacifica.

Anche ieri si è parlato di pace in Medio oriente e della grave situzione in Siria. Putin dovrà o no prendere sul serio la richiesta del Papa?
Forse in senso politico; in senso cristiano certamente no. Putin è pragmatico, calcolatore, e persegue gli scopi che si prefigge. Proprio per questo, per lui è un vantaggio avere il supporto del papa, che è così popolare, importante e amato.

Qual è il sentimento più diffuso in Russia verso Francesco?
Tutti lo amano. È molto amato il suo comportamento semplice, così umano e così cristiano. È come se la sua figura facesse emergere per contrasto tutto ciò che non va in Russia. La sua difesa della povertà francescana, rispetto a quello che vediamo da noi, è una semplice pazzia.

Poco tempo fa, quando Francesco ha ricevuto a Roma Hilarion, il patriarca russo Kirill incontrava a Mosca il cardinale di Milano Angelo Scola. Il dialogo tra le due chiese va avanti. Lei cosa si aspetta da questo dialogo?
Già Giovanni Paolo II ha cercato il dialogo con la Chiesa russa e non vi è riuscito. Questo dimostra tutta la difficoltà e la pazienza che ci vuole per fare un dialogo reale. Sarebbe bello se questo incontro finalmente avvenisse.

Questo dialogo è un obiettivo politico, sia pure nel senso buono del termine, o secondo lei c'è qualcosa di più profondo?
A mio modo di vedere i cristiani vogliono realmente essere in comunione profonda, ben oltre i rapporti concepiti politicamente tra i due "stati", quello ortodosso e quello cattolico.

Ma a quale condizione il cammino verso l'unità può andare avanti?
Prima di tutto occorre non aver paura. Questo vale sopratutto dalla nostra parte. Siamo dominati dalla paura storica, diffusissima per esempio tra i preti, che i cattolici siano troppo forti e diventino padroni nel nostro Stato. Ma è una paura di origine ottocentesca. Se si vuole che il dialogo sia vero, questa paura deve prima sparire.

Lo crede possibile?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >