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PAPA-PUTIN/ Ol'ga Sedakova: la Russia ha bisogno della "povertà" di Francesco

Il presidente russo Vladimir Putin (Infophoto) Il presidente russo Vladimir Putin (Infophoto)

Avverrà quando si saprà, quando ci sarà più informazione. La gente non sa, non è informata su quanto avviene nella Chiesa cattolica. Solo adesso le cose stanno un po' cambiando. 

Questa tensione all'unità dove si fonda?
Nel cuore della persona, perché ogni cristiano credente in cuor suo vuol essere unito con gli altri. L'unità è un'aspirazione dell'anima, per questo è comune. Il suo ostacolo è la non conoscenza dell'altro.

Nell'incontro tra Francesco e Putin si è parlato anche di rispetto della vita umana e della famiglia. Cosa pensa in proposito?
Credo che il problema della famiglia sia una parte del problema più grande che attraversa la nostra civiltà moderna. Quando si discute solo di famiglia come si fa da noi, senza prima parlare dell'anima, si è fuori strada.

Cosa vuol dire "parlare dell'anima"?
Capire che la nostra anima vive di amore e di misericordia.

Cosa si aspetta dopo questo primo incontro tra il papa e il presidente russo?
Vorrei sperare nell'inizio di un nuovo processo di conciliazione e di pace.

Di conciliazione religiosa?
Questa è abbastanza lontana, mi sembra. Certamente papa Francesco ha il merito di volerla, e di voler continuare il cammino. Poi avrei voluto sentire che il papa e il nostro presidente hanno toccato il problema dei diritti dell'uomo.

Perché i diritti dell'uomo?
È il problema più importante per la Russia attuale. La struttura verticale del potere che ha costruito Putin non rispetta i diritti dell'uomo. Le nostre prigioni sono piene di persone private dei loro diritti.

Ma esiste la possibilità che una maggiore apertura, come quella mostrata ieri a Roma da Putin, favorisca il cambiamento?
Forse. Ma ho qualche dubbio che Putin voglia davvero queste riforme.

(Federico Ferraù)

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