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Esteri

CASO MARO'/ La pena di morte? In India la "pancia" è in guerra col governo

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I tecnici e gli esperti sanno che alcuni obiettivi sono già stati messi in sicurezza dall'Italia: ad esempio che i nostri fucilieri hanno lasciato da tempo il carcere o che avranno diritto ad un giusto processo, nel quale le prove potranno anche scagionarli del tutto. O, ancora, che in nessun modo verrà loro imputata l'accusa di terrorismo, prevista per i reati più gravi e che contempla anche la pena di morte. Uscire fuori da questo recinto già tracciato significa riportare caos tra le Cancellerie. Ipotizzare nuovamente la pena di morte significa fare molti passi indietro. Anche per il governo indiano, che deve guardarsi dalle insidie interne, pericolose perché in questo modo minano la reputazione della più grande democrazia del mondo.

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COMMENTI
29/11/2013 - commento (francesco taddei)

tutto ciò è conseguenza di una gravità senza pari: lasciare che i nostri militari vengano giudicati da un tribunale straniero! grazie a questa assurda idea pacifista che dobbiamo sempre prostrarci a tutti. dal presidente ai ministri degli esteri e della difesa, passati e presenti, nessuno si è opposto. nessuno difende l'italia.