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DATAGATE/ Mannino: gli Usa vogliono colpire l'euro

Pubblicazione:domenica 3 novembre 2013

Radar in ascolto (Infophoto) Radar in ascolto (Infophoto)

I tedeschi oggi di fatto decidono le sorti dell’euro, ed è questa una delle ragioni per le quali il controllo nei loro confronti è diventato più forte. A partire dagli accordi di Maastricht del 1992, quando si presentò l’ipotesi di un’unione monetaria, i padroni di dollaro e sterlina, hanno tenuto sotto controlli i Paesi dell’Eurozona. Il loro obiettivo era quello di non rafforzare l’euro nelle sue parti più deboli, cioè gli Stati dell’Europa Meridionale.

 

In che modo?

Intanto in queste settimane abbiamo avuto il tempo di constatare che basta la più piccola decisione sul debito pubblico americano affrontata in un certo modo, per avere influenza anche sull’andamento dei singoli Paesi Ue. Se Obama non avesse trovato l’accordo sul tetto, ci sarebbero state pesanti conseguenze anche per noi.

 

Torniamo al caso Datagate. Quali sono le conseguenze di quanto è avvenuto?

Le strutture parallele degli Stati, cioè i servizi segreti, diventano più importanti delle stesse istituzioni. Diventano cioè i detentori delle conoscenze e i controllori del potere di conoscenza. Non a caso, di fronte a miliardi di telefonate controllate, il generale Keith Alexander ha detto riferendosi a questo sistema: “Ci piacerebbe metterlo giù, gettarlo via. Ma se lo facessimo la nostra paura è che si creerebbe un vuoto, e ci sarebbe il rischio di un potenziale 11 settembre”. Eppure l’11 settembre si è verificato nonostante la loro rete informativa, e gli Usa non sono stati nelle condizioni di svolgere un’azione preventiva.

 

I servizi segreti italiani hanno collaborato a questa azione di spionaggio?

I servizi italiani possono collaborare, ma limitatamente. Per farlo dovrebbero infatti avere un’autorevolezza e una credibilità. Lo abbiamo visto a proposito del caso Abu Omar. Se la Cia decide di andare a prendere un arabo a Milano e i servizi italiani non sono in grado di garantire quell’operazione di rendition, vengono bypassati. Il magistrato di Milano a quel punto non può condannare il funzionario della Cia, perché il suo caso è subito stralciato dal processo, e se qualche agente Usa subisce una condanna subito il presidente Napolitano gli deve dare la grazia.

 

(Pietro Vernizzi)



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