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Esteri

PAKISTAN/ Cristiani perseguitati: venditori di fuochi di artificio accusati di blasfemia

Due cristiani sono stati accusati dagli islamici di vendere fuochi di artificio fabbricati con le pagine del Corano. La richiesta di arresto e le minacce di ucciderli

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Nuovo uso della legge sulla blasfemia per colpire i cristiani in Pakistan. Due venditori di fuochi di artificio sono infatti stati messi in stato di accusa quando un loro acquirente, dopo aver comprato da loro dei fuochi di artificio, si sarebbe accorto che erano fabbricati usando pagine del Corano. Lo riporta il giornalista pachistano Xavier Patras William. I fuochi di artificio erano stati comprati da tale Muahmmd Zahid per festeggiare le sue nozze. Dopo la presunta scoperta, l'inevitabile reazione degli islamici presenti alle nozze che hanno saccheggiato e distrutto la bancarella dei due cristiani per poi recarsi alla stazione di polizia per sporgere denuncia. Uno dei due cristiani incriminati, Taqiq Masih, ha spiegato che loro non fabbricano personalmente i fuochi ma li comprano confezionati da alcune fabbriche produttrici: siamo inconsapevoli del materiale che usano, ha detto.  Fabbriche ha detto ancora, che sono di proprietà di musulmani. Ovviamente nessuno crede loro: gli islamici che hanno sporto denuncia hanno avvertito la polizia che se non li arresterà, daranno loro la caccia ai due cristiani e li uccideranno. Al momento i due cristiani sono stati costretti a trasferirsi altrove con le loro famiglie. In loro difesa solo l'organizzazione dei diritti umani Life for all Pakistan, che ha diramato un comunicato pubblico denunciando l'uso indiscriminato delle accuse di blasfemia per colpire le minoranze religiose e costringerle a scappare dai luoghi di residenza. 

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