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ABORTO/ Texas, chiesto l'intervento della Corte suprema per ripristinare l'uso degli ospedali pubblici

Pubblicazione:martedì 5 novembre 2013

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E' di nuovo scontro nel Texas sull'aborto. Come si sa, nel recente passato si era cercato di far passare diversi provvedimenti che avrebbero potuto limitare il ricorso all'aborto, causando autentici scontri nel parlamento locale fra democratici e repubblicani. Uno dei provvedimenti, che secondo i sostenitori dell'aborto avrebbe causato la chiusura di tredici cliniche che praticano l'interruzione della gravidanza, proibisce ai medici che praticano l'aborto di usufruire di un ospedale che si trovi entro trenta miglia dalla clinica. Per questo motivo è stato chiesto che tale provvedimento venga rimosso. Tale privilegio, come viene definito, viene normalmente concesso analizzando caso per caso, ma attualmente in Texas è stato sospeso. I sostenitori dell'aborto hanno così chiesto alla Corte suprema americana di intervenire per ristabilire tale privilegio, peraltro concesso un mese fa da parte di un giudice distrettuale texano. Al momento la Corte suprema ha preso tempo fino al prossimo 12 novembre prima di dare una risposta alla richiesta. Secondo il giudice distrettuale Yeakel, la disposizione che vieta l'uso degli ospedali viola la Costituzione, limitando l'accesso all'aborto e accusando di reprimere i diritti delle donne ai servizi sanitari.

 



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