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SIRIA/ Mons. Zenari (nunzio): io, scampato per miracolo alle bombe dei terroristi

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Il danno è limitato. C'è un grande cornicione spiovente largo due metri coperto di tegole, le tegole sono volate via.

 

Adesso cosa farete? Rimarrete lì, nello stesso edificio? 

E dove possiamo spostarci? Piovono bombe dappertutto qui a Damasco. 

 

Le ambasciate europee hanno chiuso tutte appena cominciata la guerra, è rimasta a Damasco solo la nunziatura, è così? 

Siamo tra quelle europee una delle poche rimaste aperte, con noi c'è quella ceca e quella russa. Ci vuole un grande coraggio a rimanere qui, a lavorare sotto le bombe. Il rappresentante del Papa rimane al suo posto, non abbandona la sua gente per colpa della guerra. Ovviamente cerchiamo di prendere tutte le precauzioni possibili, cercando di uscire il meno possibile e quando lo facciamo usiamo l'ombrello, per usare una battuta e sdrammatizzare un po'... Abbiamo qua dentro la nunziatura un piccolo giardino dove mi limitavo a fare una passeggiata giornaliera, ma adesso non so se la farò ancora. 

 

Cosa vi fa superare la paura? 

Guardi, se questo missile fosse caduto mezz'ora dopo adesso non sarei qui a parlare con lei. E' caduto sopra una stanza ospiti, guardando davanti c'è la mia camera da letto. Abbiamo un piccolo balconcino dove in queste giornate ancora di sole quando mi sveglio dico le mie preghiere prima di scendere a dire messa. Se fosse caduto mezz'ora dopo, mi sarebbero piovute addosso le tegole che sono saltate via. Sarei in ospedale adesso, sempre che mi fosse andata bene. 

 

Parlando con lei qualche mese fa, ci aveva detto come cercate di convincere i cristiani a rimanere in Siria nonostante tutto questo. 

Cerchiamo di incoraggiarli, anche se adesso cominciano ad avere paura veramente. A parte quel quartiere che le dicevo, dove vivono cristiani soprattutto drusi, anche sulla Damasco vecchia sono caduti questi colpi. 

 

C'è stato poi il caso di Sadad, una cittadina caduta per una settimana in mano agli islamici e dove sono stati uccisi molti cristiani.