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STATI UNITI/ La preghiera pubblica dei politici è incostituzionale? Lo decide la Corte suprema

Pubblicazione:giovedì 7 novembre 2013

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America, paese dalle mille contraddizioni. Un paese dove l'ateismo ha conquistato larghissime porzioni della popolazione, dove Chiesa e Stato si combattono spesso, dove sono ormai stati approvate leggi che poco hanno a che fare con il cristianesimo. Eppure da sempre è tradizione che prima dell'apertura dei lavori di ogni riunione politica, dal Congresso (il nostro parlamento), dall'esecutivo (il governo), prima dei consigli comunali e di ogni assemblea politica si dica una preghiera al Dio cristiano. Non parliamo poi dell'eterno motto americano con cui conclude quasi ogni suo discorso anche il presidente degli Stati Uniti, God bless America, Dio benedica l'America. Adesso però c'è chi dice che questa preghiera sia incostituzionale. E' successo nella cittadina di Greece dove i lavori del consiglio comunale si aprivano con una preghiera, ma i giudici della Corte federale di appello hanno detto trattarsi di atto incostituzionale perché di fatto rappresenta un sostegno del comune alla religione cristiana. La denuncia era stata fatta da due donne della città, una ebrea e l'altra atea. Era già successo in realtà: nel 1983 la Corte costituzionale davanti ad analoga denuncia aveva deciso che la "preghiera legislativa fa parte della storia americana sin dalla fondazione della Unione". Dunque nuova sentenza della Corte suprema che, come si sa, anch'essa prega prima di cominciare i suoi lavori… 



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