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ARGENTINA/ I 30 anni di una democrazia in cerca di "futuro"

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Negando sempre i propri giganteschi errori con bugie oltre il limite del lecito. Tentando di instaurare una dittatura oligarchica attraverso un processo delle modifiche costituzionali che avrebbero permesso un “kirchnerismo eterno”, modificando persino la storia, trasformando la nobile causa dei diritti umani in marketing politico funzionale al potere e comprando letteralmente il consenso di organizzazioni dedicate, quali le Madri e le nonne di Plaza de Mayo.

Ma la democrazia alla fine ha punito questo regime, con la sconfitta elettorale dello scorso ottobre. Nonostante i cambi politici operati dall’entourage presidenziale, la situazione sta purtroppo peggiorando e prova ne sono i disordini scoppiati in questi giorni provocati dalle proteste della polizia e gendarmeria che alla fine, dietro la minaccia di un’estensione della rivolta in tutto il Paese, hanno ottenuto dei degni aumenti ai loro salari da fame.

La speranza è che finalmente da una opposizione che, nonostante la maggioranza, stenta a trovare un programma comune, si possa produrre una figura politica in grado di guidare l’Argentina soprattutto attraverso quello che a questa giovane democrazia è sempre mancato: un dialogo costruttivo tra le varie componenti con il fine di portare questo ricchissimo Paese a poter vivere quello che da troppo tempo aspetta, un benessere comune duraturo.

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