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EGITTO/ L'islamologo: una Costituzione con troppe zone d’ombra

Pubblicazione:giovedì 12 dicembre 2013

Il presidente egiziano Adly Mansour Il presidente egiziano Adly Mansour

Una Costituzione con molte zone d’ombra. La definisce così Massimo Campanini, professore di Storia dei Paesi islamici dell’Università di Trento, dopo che l’Assemblea costituzionale egiziana ha approvato la nuova bozza che ora dovrà essere sottoposta a referendum. Nessun sostanziale passo in avanti sul piano della laicità, istituzioni politiche ancora caratterizzate dal centralismo del vecchio regime di Mubarak e le forze armate che si pongono al di là di qualsiasi controllo da parte del governo laico. Il referendum sulla nuova Costituzione si terrà in gennaio e preparerà la strada per le elezioni presidenziali, sostituendosi alla Carta fondamentale approvata con un voto popolare nel 2012, sette mesi prima che le Forze armate destituissero il presidente Morsi.

 

Professor Campanini, fino a che punto la nuova Costituzione segna una discontinuità col passato sul piano della laicità dello Stato?

La bozza della nuova Costituzione egiziana è stata pensata in alternativa a quella dei Fratelli musulmani, e l’Assemblea che l’ha elaborata ha cercato di stabilire dei paletti per la convivenza civile. In un Paese come l’Egitto parlare di laicità della Costituzione significa però non porre il problema in modo corretto, in quanto un riferimento alla tradizione culturale e civile del popolo egiziano è comunque necessario. Rispetto alla versione precedente voluta dai Fratelli musulmani, la nuova bozza ha cercato di smussare delle asperità per riportare il dettato costituzionale su un binario di maggiore separazione tra sfera religiosa e politica.

 

Dal nuovo testo sono state cancellate tutte le dettagliate definizioni della Sharia presenti nella Costituzione di Morsi. La ritiene una differenza fondamentale?

Un conto sono i principi e un altro le loro applicazioni pratiche. Non c’è dubbio che siano stati fatti dei passi in avanti nell’ottica di una laicizzazione della Carta dello Stato. La stessa Costituzione dei Fratelli musulmani però non era poi particolarmente fondamentalista, in quanto il richiamo alla Sharia era contenuto anche nel testo di Sadat approvato in epoca non sospetta per quanto riguarda le infiltrazioni islamiste. Ritengo dunque che un osservatore esterno equilibrato debba dare un giudizio interlocutorio nei confronti della nuova Costituzione, piuttosto che lanciarsi in un endorsement nei confronti del percorso avviato in Egitto dopo la destituzione di Morsi.

 

Come valuta invece il modo in cui la bozza di Costituzione entra nel merito dei poteri di presidente, governo e Parlamento?


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