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Esteri

FUNERALI MANDELA/ Il falso interprete si difende: ho avuto un attacco di schizofrenia

Era "falso" l'interprete che durante la cerimonia in memoria di Nelson Mandela traduceva i discorsi nel linguaggio dei segni. Il 34enne Thamsanqa Jantjie adesso si difende.

Nelson Mandela (InfoPhoto)Nelson Mandela (InfoPhoto)

E’ stato avvertito come una beffa, una presa in giro, un insulto, proprio durante la cerimonia in ricordo di un uomo come Nelson Mandela. Sul palco, accanto ai maggiori leader mondiali che via via si susseguivano, c’era anche lui, il 34enne Thamsanqa Jantjie, ingaggiato per tradurre nel linguaggio dei segni i vari interventi. La sua mani si muovevano apparentemente in modo professionale, ma in realtà senza alcun significato. Erano gesti fatti a caso, che non significavano niente. La prima ad accorgersene è stata Wilma Newhoudt-Druchen, parlamentare sudafricana sorda che su Twitter, durante la cerimonia, aveva scritto: “L’interprete sta mimando sciocchezze”. Il giorno dopo la bufera e le numerose polemiche, l’uomo ha raccontato alla stampa di aver sofferto di un attacco di schizofrenia: “Ho fatto da interprete a molte conferenze. Mai hanno detto che ho sbagliato", ha detto al quotidiano "The Star", spiegando di essere assolutamente qualificato professionalmente come interprete ma di essere anche in cura "per schizofrenia". Proprio durante la cerimonia avrebbe avuto una crisi: "Non c'era nulla che potessi fare, ero da solo in una situazione pericolosa. Ho cercato di controllarmi e non far vedere al mondo cosa stava succedendo".

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