BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

COREA DEL NORD/ Jean: dietro il terrore di Kim Jong-un, gli interessi cinesi

Kim Jong-un (Infophoto)Kim Jong-un (Infophoto)

In Corea del Nord continua ad avvenire quello che è sempre avvenuto. Un governo autoritario e dittatoriale, fortemente ideologizzato, nazionalista al limite del razzismo, ricorre sempre a questi metodi per rafforzare il suo potere. Un potere che si fonda in gran parte sulla paura che riesce a incutere sul resto della popolazione.

 

Quanto conta l’influenza della Cina sulla Corea del Nord?

L’influenza della Cina potrebbe contare molto. Pechino però è molto legata nelle sue mosse dal timore che un suo intervento possa provocare la caduta del regime, scatenando rivolte la cui conseguenza sarebbe l’assorbimento della Corea del Nord da parte della Corea del Sud.

 

Quali sono le ragioni di questi timori?

Seul è estremamente brillante dal punto di vista economico, e a ciò si aggiunge l’appeal del ritorno all’unità coreana. Se la Corea del Sud occupa la Corea del Nord, varcando il confine lungo il fiume Han, l’influenza degli Stati Uniti avanzerebbe a 200-300 chilometri da Pechino. Quello con la Corea del Nord è uno dei pochi tratti delle frontiere terrestri della Cina che non siano coperte da deserti, giungle e montagne.

 

Che cosa cambierebbe dal punto di vista economico nel caso di una riunificazione tra Corea del Sud e Corea del Nord?

La Corea del Sud è già oggi un gigante economico che fa parte del G20 e sta attraversando una fase di crescita molto forte. Nel caso si una riunificazione si rafforzerebbe ancora di più.

 

E dal punto di vista militare?

Gli Stati Uniti hanno 25mila soldati dispiegati in Corea, anche se questo tutto sommato dà una certa stabilità alla situazione militare e strategica della Penisola. L’America non intende minacciare militarmente la Cina, neanche indirettamente, ma sta di fatto che con una riunificazione delle due Coree si estenderebbe notevolmente l’influenza politica di Washington nel Pacifico occidentale.

 

Quale ruolo gioca la Russia in questa partita?

L’influenza della Russia sulla Corea è molto limitata. Nel 1950 la Cina intervenne in Corea su pressione di Stalin, che poi però si ritrasse dal conflitto lasciandovi Pechino impantanata al suo posto. L’Unione Sovietica non aiutò la Cina più di tanto e poi si oppose allo sviluppo del nucleare cinese. Da allora Mosca non è mai intervenuta direttamente nelle questioni che riguardano il Pacifico occidentale.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.