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DIARIO DAGLI USA/ Natale, tra la nascita di Gesù e semplici vacanze

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E c’e’ un secondo aspetto ancora più paradossale. In questa America che ce la mette tutta per essere liberal e progressista, si finisce per guardar le cose come facevano i Puritani nel 1600. E non è che i Puritani fossero proprio dei mostri di tolleranza.
Ma lo sapete – no, non lo sapete, per questo ve lo dico – che Natale e tutte le sue festività furono bandite nel nuovo mondo per quasi mezzo secolo? Addirittura nel New England del 1659 (Boston e dintorni dove si erano arroccati i primi ad essere giunti di qua dell’oceano) chiunque fosse colto in flagrante celebrazione delle feste natalizie doveva pagare una salatissima multa.

Altri tempi, altri motivi, altre ragioni per disdegnare questa ricorrenza. Eppure stessi identici risultati di oggi: abrogazione, rimozione, obliterazione del Natale. Proprio a dimostrare che la tanto sbandierata “tolleranza” di oggi non è altro che la più recente trasformazione del moralismo – “l’assassino del cuore”, uno dei più grandi trasformisti di ogni tempo dalle incredibili capacità mimetiche.
Peccato! Ma non perdiamoci d’animo! Siamo tutti fatti per il Natale, e nostro Signore nasce per tutti, anche per quelli da “Happy Holiday”. Però bisogna avere il gusto di dirlo in giro. Cosi, dopo aver risposto “Merry Christmas!” al vicino o alla cassiera di turno, mi allontano canticchiando con Frank Sinatra… “Whatever happened to Christmas”, cosa sarà successo al Natale…

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