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Esteri

SUD SUDAN/ Il testimone: il colpo di stato? Viene dalle armi in mano alla popolazione

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Sono arrivate notizie che parlavano di scontri per questioni etniche: Dinca e Nuer convivono sul suolo del Sud Sudan e sono rispettivamente le etnie del presidente Kiir e dell’ex vicepresidente Machar. In seguito queste voci sono state smentite dal presidente, che ha parlato di un tentativo di colpo di Stato, quindi non c’è ancora una versione chiara a riguardo.

 

Che misure sono state adottate per far fronte a questa momentanea situazione d’emergenza?

È stato indetto il coprifuoco dalle 18.00 fino alle 6.00 di domani mattina (oggi, ndr). La situazione in città sembra essere migliorata secondo le ultime notizie, anche se pare che alcune persone abbiano approfittato della situazione di caos per compiere dei saccheggi. Il vero problema è che questo popolo esce da trent’anni di guerra e perciò quasi tutti possiedono delle armi. Gli ex membri dell’esercito possiedono ancora un Kalashnikov e questo è causa di instabilità.

 

L’appartenenza etnica è motivo di conflitto in Sud Sudan?

A volte l’etnia è usata strumentalmente per fini politici. È vero che la distinzione è molte forte: Dinca e Nuer si riconoscono per mezzo di una specie di tatuaggi sulla faccia. La provenienza etnica è abbastanza marcata, ma non è affatto un fattore di discriminazione. Nel nostro staff lavorano persone che appartengono a entrambe le etnie ma c’è un’assoluta convivenza pacifica. Si riconoscono tra di loro e si prendono in giro per motivi futili, ma la situazione non è assolutamente comparabile, per esempio, a quella del Ruanda tra Tutsi e Hutu. Tutta la popolazione, a prescindere dall’etnia, vuole solo che il Sud Sudan diventi a pieno titolo uno Stato indipendente e che si sviluppi al più presto.

 

(Mattia Baglioni)

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