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SUD SUDAN/ Il testimone: il colpo di stato? Viene dalle armi in mano alla popolazione

Pubblicazione:martedì 17 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 dicembre 2013, 11.49

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Nella notte a cavallo tra il 15 e il 16 dicembre, la città sud sudanese di Juba è stata teatro di scontri che hanno visto coinvolte le truppe regolari dell’esercito e le milizie guidate dall’ex vice presidente Riek Machar. Quest’oggi, il presidente Salva Riik ha parlato di un tentativo di colpo di Stato sventato dalle forze lealiste del governo, ma non è ancora chiaro che tipo di conflitto sia andato in scena in quanto le parole della massima autorità di Stato “non sono in alcun modo documentate”. Sembra che le ostilità tra le due fazioni siano nate in luglio, all’indomani del congedo dell’equipe dell’ex vice presidente Machar: Salva Riik aveva intrapreso tutte le azioni necessarie per togliere il potere ai funzionari corrotti nell’ottica di stabilizzare un paese che ha ottenuto l’indipendenza solamente nel 2011. Tra i motivi di scontro tra le due fazioni, c’è anche l’ombra inquietante della contrapposizione etnica che, a quanto dichiara Anna Sambo, cooperante della Ong Avsi, a ilsussidiario.net “non è affatto un fattore di discriminazione”.

 

Cosa è successo ieri sera nei pressi di Juba?

La situazione negli ultimi mesi sembrava abbastanza tranquilla, ma ieri sera (domenica, ndr) verso mezzanotte abbiamo sentito degli spari che provenivano dalla montagna Jebbel, appena fuori Juba, dove c’è una caserma di soldati, una zona sempre calda a dire il vero. Gli scontri si sono interrotti momentaneamente per poi proseguire verso le 2 di notte; stamattina (lunedì, ndr), dalle 6.30, hanno ricominciato con spari di mortai e forse anche qualcosa di più grosso. Ho letto che ci sono state alcune vittime tra cui 4 bambini: le stime ufficiali tuttavia non si sanno ancora. Dopo questa mattinata, gli spari si sono sentiti sporadicamente fino a diradarsi.

 

Cosa è successo in giornata alla luce degli scontri notturni?

Oggi il presidente Salva Kiir ha dichiarato che nella notte le milizie guidate dall’ex vice-presidente Riek Machar hanno tentato di portare a termine un colpo di Stato. In luglio, Kiir aveva sciolto il governo e congedato alcuni ministri: sembrava avere buone intenzioni poiché sosteneva che il governo fosse corrotto e devo dire che tutti i sud sudanesi pensano che l’abbia fatto in buona fede. In realtà, quello che ha detto oggi il presidente non è in alcun modo documentato.

 

Secondo le vostre fonti, quali sono le fazioni che si sono contrapposte durante la notte?


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