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MISSILI NUCLEARI/ Jean: nei "giochi" tra Russia e Nato qualcosa potrebbe andare storto

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Un pericolo del genere non c’è per un semplice motivo: le armi nucleari non sono armi da guerra, ma sostanzialmente di dissuasione. Nessun Paese potrà essere tanto scellerato da utilizzarle per altri motivi.

 

Anche in assenza di un attacco, crede sia possibile assistere nuovamente a una crisi come quella del 1983?

I deterrenti nucleari strategici sono dei sistemi sempre pronti ad essere impiegati e di conseguenza sono suscettibili di possibilità di errore. Tuttavia hanno sempre funzionato, anche durante i periodi più tesi della Guerra Fredda, quindi anche quando un’esercitazione militare della Nato venne considerata come un inizio di attacco contro la Russia. In tutti i casi credo sia normale che un Paese pensi bene più di una volta prima di premere il bottone.

 

Se dovesse invece verificarsi un errore di cui parlava, magari il lancio di un missile?

In quel caso sarebbe ben difficile limitarsi a chiedere scusa. Il Paese responsabile dovrebbe verosimilmente fare i conti con reazioni decisamente più forti, ma stiamo comunque parlando di scenari difficilmente realizzabili.

 

E’ improbabile anche che questi missili vengano rivolti verso i confini italiani?

E’ molto difficile che possa accadere. Non bisogna mai dimenticare che armi di questo tipo costano sempre di più e rendono sempre di meno, quindi ciò che fa la differenza nella geopolitica mondiale non è più la conquista territoriale, bensì la competitività dell’economia.

 

Come crede si risolverà allora questa vicenda?

Sicuramente assisteremo a un irrigidimento da parte della Nato, che comunque non accetterà una sfida del genere da parte della Russia. Di conseguenza è probabile che verrà annunciata una accelerazione dello schieramento del sistema di difesa in Europa, oppure gli Stati Uniti potranno decidere di inviare degli incrociatori nel Mediterraneo, ma sarebbe anche quello un gesto puramente simbolico.

 

(Claudio Perlini)

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