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Esteri

DIARIO AFRICA/ Gheddo: i ribelli islamici sterminano i cristiani villaggio per villaggio

Ribelli nella Repubblica CentrafricanaRibelli nella Repubblica Centrafricana

No. In ogni villaggio conquistato le milizie ribelli uccidono tutti i cristiani e distruggono le loro capanne , lasciando in piedi solo quelle dei musulmani. Non è quindi solo una ribellione contro il governo, ma è in atto un attacco mirato contro i cristiani. Questi ultimi sono perseguitati in quanto sono considerati come i nemici dell’Islam.

 

Che cosa c’è all’origine di questa persecuzione?

Al Qaeda e le sue derivazioni, tra cui c’è appunto Seleka, mirano a restaurare il Califfato islamico, cioè una nazione la cui vita si basi esclusivamente sul Corano e su Maometto, per “mettersi in salvo” dei “pericoli” del mondo moderno. L’estremismo islamico si sta diffondendo non solo nel Nord Africa e nel deserto del Sahara, ma anche in Ciad, Mali, Nigeria, nel Nord del Camerun e quindi nella Repubblica Centrafricana.

 

Qual è il significato strategico di quanto sta avvenendo nel Paese?

I musulmani della Repubblica Centrafricana sono spalleggiati da guerriglieri islamici provenienti da Ciad, Mali, Sudan e Nigeria. I Seleka, guidati da un capo carismatico, sono originari di questi quattro Paesi e sono entrati nella Repubblica Centrafricana per attaccare il governo e i cristiani. Quanto sta avvenendo non è un fatto locale, ma da circa quattro anni è in atto un piano di Al Qaeda, che ha iniziato a dissestare prima la Nigeria e quindi gli Stati circostanti tra cui il Camerun, dove di recente gli islamisti hanno sequestrato un sacerdote francese. Quindi hanno attaccato la Repubblica Centrafricana. Anche per questo, ritengo che l’intervento dell’Esercito francese sia un fatto positivo in quanto è indispensabile per riportare questo Stato a un minimo di legalità.

 

L’arcivescovo di Bangui, Dieudonné Nzapalainga, ha invitato i cristiani a non vendicarsi per le atrocità subite da parte dei musulmani. Che cosa ne pensa di questo invito?

Lo condivido, è questo il cristianesimo a tutte le latitudini del mondo. L’arcivescovo Nzapalainga non dice però che l’Esercito nazionale non deve difendersi dalle milizie straniere dei Seleka, bensì invita i cristiani a non compiere vendette trasversali nei confronti della popolazione locale di fede musulmana. Quando incomincia una guerra civile si crea distruzione ovunque e a restarne vittime sono le persone di tutte le religioni e i ceti sociali. La guerra civile non porta a nessun risultato positivo, e fa bene quindi l’arcivescovo a rivolgere questo appello.

 

(Pietro Vernizzi)

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