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DIARIO ARGENTINA/ Feste e morti: il Paese pronto a “scoppiare”

Pubblicazione:giovedì 19 dicembre 2013

Cristina Kirchner (Infophoto) Cristina Kirchner (Infophoto)

Quella che doveva essere una festa per i 30 anni della democrazia argentina si è trasformata, purtroppo, in una farsa dove l’attuale potere ha dato prova di quanto sia siderale la sua distanza dalla parola fulcro della manifestazione. I saccheggi che l’intero Paese ha sofferto e che hanno provocato 13 morti, la protesta delle forze di polizia con scioperi che hanno rivelato gli stipendi da fame che riceve chi dovrebbe garantire la sicurezza della gente, lo Stato che compie, nel giro di poche ore (come successe con l’elezione di Papa Francesco) un giravolta a 180 gradi, dapprima scaricando la responsabilità dei fatti accaduti ai governatori delle Province e poi facendosi, giustamente, corresponsabile ordinando l’intervento della Gendarmeria, vista l’assenza della polizia.

Una democrazia vera avrebbe limitato la “fiesta” in memoria delle vittime, ma quando questa è una autocelebrazione del potere allora si sorvola ampiamente sulla questione, come già accaduto nella tragedia ferroviaria della stazione Once, ricordando nel modus operandi i tempi nefasti della dittatura. Che sono riapparsi, incredibilmente, dopo un commento alquanto infelice della titolare della “Nonne della Plaza de Mayo” Estella De Carlotto, che, trovandosi in Brasile, così commentava i fatti accaduti e l’opportunità della “fiesta”: “Bisognerebbe conoscere le ragioni dei decessi”, espressione che infelicemente si collega con una uguale dei tempi della dittatura, quando il potere, commentando le morti o le sparizioni, sosteneva che se era successo ciò era avvenuto perché “qualcosa avranno fatto”. Che una frase così infelice possa essere stata fatta da una persona che dovrebbe difendere i diritti umani suona di una tristezza inaudita, ma dimostra come la difesa del potere politico attuale sia superiore alle più nobili cause...

Ma tant’è, la manifestazione a molti è apparsa come il canto del cigno di un potere che ha portato il Paese a una situazione fallimentare attraverso anche una rete di distorsioni mediatiche che ormai non servono più a nulla: anche molti dei fan del kirchnerismo si stanno improvvisamente “svegliando” e rendendosi conto di come l’Argentina, che potrebbe tranquillamente essere al di fuori della crisi mondiale, soffra di un’inflazione galoppante, non abbia sviluppato in dieci anni un Paese degno di questo nome nonostante gli oltre dieci anni di potere assoluto, abbia finora nascosto anche la terribile situazione di insicurezza, che è esplosa vieppiù in questi giorni, veda aumentare la povertà, fatto che mette in risalto la terribile sconfitta dei vari piani statali che hanno elargito alle fasce più povere solo elemosine in cambio di voti, non riuscendo minimamente a sviluppare la cultura del lavoro.


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