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PAKISTAN/ Mobeen: la persecuzione anti-cristiana non è mai stata così dura

Pubblicazione:lunedì 2 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 2 dicembre 2013, 21.55

Un'attentato suicida Un'attentato suicida

“C’è il rischio che i cristiani si estinguano in luoghi dove sono esistiti per generazioni e nei quali la fede è nata. In Iraq i numeri della comunità cristiana sono precipitati da 1,2 milioni nel 1990 ai 200mila di oggi. In Siria il terribile spargimento di sangue ha mascherato l’emorragia della sua popolazione cristiana”. E’ la denuncia della baronessa Warsi, ministro della Fede del Regno Unito, in un editoriale pubblicato sul Daily Telegraph. Per la responsabile del dicastero del governo britannico, “anche se le persecuzioni religiose non sono un concetto nuovo, oggi le punizioni collettive stanno diventando più comuni, con persone attaccate per ipotetici crimini o fatti che riguardano i loro correligionari, spesso in risposta a eventi che hanno avuto luogo a migliaia di chilometri di distanza”. Come sottolinea Shahid Mobeen, cristiano pakistano e professore di pensiero e religione islamica presso la Pontificia Università Lateranense, “occorre tenere presente il quadro generale delle persecuzioni. I cristiani a livello numerico sono il primo gruppo religioso vittima delle persecuzioni nel mondo. Ci sono più persone uccise perché cristiane rispetto a qualsiasi altra religione nel mondo. Questo è ciò che si dimentica sempre”.

 

Quali sono le responsabilità delle società occidentali nei confronti di questa persecuzione?

Da che mondo è mondo le guerre non hanno mai portato la pace, come hanno sottolineato con eguale forza gli ultimi Pontefici. Nello stesso tempo la persecuzione anti-cristiana è abbastanza invisibile agli occhi dell’Occidente, che da anni ha scelto di non curarsene. Il vero motivo è che l’Occidente ha paura di essere chiamato cristiano e di essere coinvolto in difesa di questi innocenti che sono trucidati tutti i giorni. Teniamo presente che i cristiani non sono perseguitati solo nelle nazioni islamiche come il Pakistan, e che comunque i responsabili degli attacchi sono dei gruppi minoritari ben preparati e formati all’odio. Gli interessi economici e militari dell’Occidente in questi Paesi diventa un’ulteriore motivo per chiudere gli occhi di fronte alla persecuzione dei cristiani. Mentre per i musulmani i cristiani sono occidentali, anche se sono nati in Medio Oriente, e spesso li si accusa di essere traditori della loro nazione proprio in quanto cristiani.

 

Come si spiega l’aggravarsi delle persecuzioni anti-cristiane negli ultimi anni?


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