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VISTO DAGLI USA/ Se la gente crede che un farmacista sia più onesto di un prete…

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Arriva Natale, e mentre la Galup ci mette un panettone sotto l’albero, la Gallup, la famosissima società di sondaggi, impacchetta i risultati di una delle sue memorabili ricerche: di chi si fidano gli americani? “Onestà e rettitudine morale” nella condotta di vita, questi i due parametri di riferimento per giudicare le più svariate categorie professionali. Diamo un’occhiata al podio. Chi ha vinto? Gli infermieri. A me non sarebbe mai venuto in mente…. A voi?

Se gli infermieri hanno ragione di inorgoglirsi, gli altri si dovrebbero preoccupare un po’. Certi dovrebbero anche vergognarsi. Quando ero piccolo c’erano due personaggi che facevano un po’ da angeli custodi nei confronti della famiglia: il parroco ed il medico (di famiglia, appunto). Il medico era quello che era uscito dalle mura del paesello, che aveva studiato cose importanti in qualche grande città, che sapeva tante cose e al quale pertanto si potevano chiedere tante cose, tutte quelle che a casa non si sapevano. E il parroco era semplicemente l’uomo della gente, il custode delle anime, il conoscitore di (quasi) tutti i segreti, il padre di tutte le famiglie. La Gallup ci dice che queste due categorie il podio se lo possono scordare. Sic transit gloria mundi, o, all’americana con Bob Dylan, the times they are a-changing. Ai medici la medaglia di legno del quarto posto, mentre i reverendi non appaiono particolarmente riveriti, languendo al settimo (su 22 categorie professionali stabilite), con un misero 47% di “consenso etico”. Troppe storiacce in questi anni per aspirare a posizioni più prestigiose. Gli infermieri - che invece (pare) non sbagliano mai - se ne stanno tronfi in cima al loro 82%. Per vostra informazione le maestre elementari ottengono la terza piazza. Io, che ho amato profondamente il mio maestro Luigi Gallina, saluto questo risultato con squilli di tromba e rullo di tamburi. Insomma, con gioia. E’ bello trovare ragioni adeguate per stimare coloro a cui affidiamo i nostri piccoli.

Adesso ditemi voi chi vi aspettate di trovare accomodato nella piazza d’onore. I farmacisti. Ora, facciamo a capirci, non ho messo il punto esclamativo perché non ho nulla contro la categoria in oggetto, ma un bel punto esclamativo ci starebbe. Anzi, essendo anti-politically-correct per natura adesso ce lo metto. I farmacisti! Scusate, ma cos’è che hanno mai fatto i farmacisti per meritarsi tanto? Magari perché quando chiediamo loro dell’aspirina, con grande esercizio di onesta e moralità, ci danno effettivamente dell’aspirina invece di incapsularci qualche letale veleno come lo sbronzo Mr. Gower di “It’s a Wonderful Life”? 



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