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Esteri

COREA DEL NORD/ Ex prigioniero nato in un lager scrive a Dennis Rodman: ho visto mia madre impiccata

Un ex prigioniero di un campo di concentramento della Corea del nord scrive al nuovo allenatore della nazionale di basket, un ex giocatore americano. Ecco cosa ha detto

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La notizia che Dennis Rodman, noto ex giocatore di basket americano, che sta per diventare l'allenatore della nazionale di pallacanestro della Corea del nord, ha suscitato l'amarezza di Shin Dong-hyuk. Chi è costui? E' l'unica persona che si conosca al mondo nato in uno dei lager del paese comunista che sia riuscito anche a uscirne. Dunque qualcuno che sa bene cosa sia vivere in Corea  del nord. Shin ha scritto una lettera che è stata pubblicata sul Washington Post. Nella lettera esprime la sua amarezza per il fatto che Rodman abbia accettato di guidare la nazionale nord coreana. Voglio parlarti di me, dice. sono nato nel 1982 nel Campo 14, una prigione politica situata sulle montagne della Corea del nord. Una prigione, dice, usata da più di cinquant'anni per punire, affamare e far lavorare fino alla morte la gente che il regime decide sia un pericolo per loro. Nel Campo 14 ci si finisce senza processo e in segreto, dice ancora: "Il mio crimine è stato di essere il figlio di un uomo il cui crimine a sua volta era di essere fratello di un coreano fuggito nella Corea del sud". Ancora oggi la gente viene ammazzata aggiunge: la gente in quel campo viene uccisa solo per essere un esempio per gli altri prigionieri affinché lavorino di più e con più sforzo. Ho visto molte di queste esecuzioni, dice, anche quella di mia madre, impiccata davanti a tutti. I prigionieri sono obbligati a sposarsi e a mettere alla luce dei figli perché diventino schiavi del regime: sono scappato nel 2005 ed ero uno di quegli schiavi. Il mio corpo, dice, è coperto dei segni delle torture che ho subito. Finisce così la sua lettera: "Signor Rodman, le ho scritto perché lei abbia il coraggio di dire a Kim Jong Un quello che i coreani subiscono: forse lei potrà usare la sua influenza per chiedere a lui di chiudere tutti quei campi di concentramento".

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