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MANI PULITE TURCHE/ Dietro le tangenti, una guerra di potere "nascosta" da Erdogan

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Recep Tayyip Erdogan  Recep Tayyip Erdogan

La gente si sente presa in giro, tanto che mentre stiamo parlando nelle grandi città della Turchia, a partire da Istanbul, sono in corso manifestazioni simili a quelle di Gezi Park dell’estate scorsa. L’obiettivo è contestare il governo e fare dimettere i ministri coinvolti nello scandalo. Eppure al momento della sua partenza per il Pakistan, Erdogan ha salutato il popolo, affermando che vincerà sempre in quanto si tratta soltanto di accuse infondate.

 

Come andrà a finire questa vicenda?

Tra Gulen ed Erdogan è in corso una guerra a parole, l’inchiesta nel frattempo è ancora in corso e vede coinvolti i nomi di circa 100 persone. Si vedrà che cosa accadrà, anche se la mia sensazione è che di qui a un paio di mesi tutti gli indagati usciranno più “puliti” di prima. Erdogan ha dichiarato: “Alcuni ambasciatori sono impegnati in azioni di provocazione”.

 

Lei che cosa ne pensa di questa affermazione?

Erdogan non ha paura di nessuno e qualsiasi cosa accada, sostiene sempre di avere ragione. A essere coinvolti nello scandalo sono i figli dei ministri degli Interni, dell’Economia e dell’Ambiente. Di fronte a un fatto così grave il governo fa quadrato ed Erdogan difende i suoi ministri. Tutto ciò che fa e dice Erdogan in Turchia è legge, non si riesce a contrapporsi a lui neanche quando si ha ragione.

 

(Pietro Vernizzi)



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