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LA STORIA/ "Preferiva Gesù alla vita": la bimba cinese che sfidò le guardie rosse

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Molti missionari dovettero tornare in Europa; alcuni furono invece imprigionati e altri trovarono il martirio. Il nostro rimase al suo posto fin quando, un mattino, anche in quello sperduto villaggio, cresciuto alla scuola di Confucio ed evangelizzato da un apostolo di Cristo, arrivarono i soldati comunisti. Si diressero dal padre e lo dichiararono in arresto rinchiudendolo nella sua casa. Entrarono poi in chiesa, fecero scempio di quadri e arredi sacri, sfondarono la porticina del tabernacolo e gettarono per terra le ostie consacrate.

Non s’accorsero però che in fondo alla chiesa, nella penombra, una fanciulla, in ginocchio, guardava, pregava e piangeva. Scese la notte e il padre dalla finestra della sua stanza tristemente guardava la chiesa: vedeva la grande porta divelta e, attraverso di essa, i riquadri che la luna disegnava, entrando per le ampie finestre, nell’andito centrale, su su fin verso l’altare. Quand’ecco gli sembrò di vedere muoversi qualcosa: una figurina (forse una bimba) si avvicinava alla porta della chiesa con molta precauzione, per evitare di richiamare l’attenzione della sentinella.

Guardò meglio: la figura scivolò in chiesa e lentamente si diresse all’altare. Giunta all’altare si inginocchiò in adorazione. Stette inginocchiata per un po’, poi raccolse con la bocca l’ostia e fece la comunione. Prima della riforma liturgica, molti ricorderanno, i laici non potevano prendere in mano l’ostia consacrata e non potevano ricevere la comunione più di una volta al giorno. Certo questo era un caso eccezionale, ma che ne sa una bimba? Rimase immobile ancora a lungo, poi si dileguò impercettibilmente così come era giunta. Il sacerdote rimase attonito a guardare la scena anche dopo che lei se n’era andata.

Il fatto l’aveva stupito e commosso. Una bimba sfidava le guardie rosse! Tutti sapevano con quale fanatismo perseguitavano i cristiani, seguaci di una religione ancora straniera per la Cina e perciò doppiamente “oppio del popolo”. Eppure era vero: una bambina amava Cristo più della sua vita! Chi era? Sarebbe tornata la notte successiva? Avrebbe avuto ancora il coraggio?

Ritornò. Allo stesso modo. Facendo gli stessi gesti. Ma il padre non poté riconoscerla. D’improvviso si ricordò di aver consacrato trentasei ostie la mattina durante la Messa, prima che arrivassero i soldati. La bimba ritornò trentasei volte, non una di meno. Consumò tutte le trentasei ostie consacrate. Dopo l’ultima comunione le guardie la scoprirono. E la massacrarono.

 

(Padre Pancho)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
24/12/2013 - Che strana impaginazione… (Giuseppe Crippa)

Strano trovare in un giornale on line alla voce ESTERI, stretto tra un pezzo sul LAVORO ed uno sulla POLITICA, un articolo come questo, di autore sconosciuto e con una protagonista senza nome. Eppure oggi ogni tanto torno a rileggermelo e non m’importa di leggere né dell’Expo né delle province. L’articolo non menziona il Natale, ma questa testimonianza di fede tanto semplice quanto eroica ci ricorda che Dio è venuto e rimasto in mezzo a noi. Buon Natale!