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CRISTIANI PERSEGUITATI/ "Ci cacciano dal Medio Oriente: perché hanno paura di noi?"

Pubblicazione:mercoledì 25 dicembre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 25 dicembre 2013, 10.48

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Non lo so. Non so come l'occidente accetta questa situazione. E' vero, la Germania ha cominciato a cambiare atteggiamento, ma noi cristiani e anche tutti i siriani ci sentiamo traditi dall'occidente. Che poi applica le sanzioni economiche contro il governo di Assad: ci tolgono la luce dieci ore al giorno, chiudono tutti i rubinetti economici e il risultato è la sofferenza del popolo.  

 

Tu sei mai stato coinvolto in qualche episodio di violenza? 

Lo scorso 14 maggio una bomba di mortaio è caduta vicino alla mia macchina e una scheggia si è infilata nella schiena per fortuna senza conseguenze. Ma intorno a me sono morte sette persone.

 

Esiste ancora una qualche forma di convivenza con i musulmani moderati?

Certo. Nel mio palazzo ad esempio vivono sette famiglie islamiche con cui c'è un ottimo rapporto. Tanti islamici hanno accolto e aiutato i cristiani che fuggivano. Ma la vita è difficile: nel nostro paese che è vicino a Damasco sono caduti 2700 colpi di mortaio. 

 

Come sono i rapporti fra cattolici e ortodossi? Vi aiutate fra di voi?

Certamente: ci sono salesiani, gesuiti che offrono aiuti umanitari a tutti non importa quale sia la religione. 

 

E tu perché non lasci la Siria?

Potevo andarmene in Italia che considero il mio secondo paese e che amo molto, ma ho rifiutato perché amo questa terra e voglio rimanere qui. Questo è il mio paese, non me ne vado.

 

Ci sono casi drammatici in corso in Siria: le suore rapite, i due vescovi ortodossi di cui non si sa più niente da un anno…

I due vescovi si trovano attualmente in Turchia. La Chiesa ortodossa mantiene il segreto perché sono in corso trattative condotte da un generale libanese con il Qatar. Le suore sono invece state rapite per chiedere la restituzione da parte del governo di un villaggio importante per i qaedisti perché è sulla via che porta alla loro principale base di rifornimento di armi. Il governo ha ovviamente rifiutato e adesso non sappiamo cosa succederà a queste suore. 

 

Dove trovi la speranza per vivere in questa situazione?

Preghiamo continuamente giorno e notte. La gente si sta riavvicinando alla chiesa, gli stessi cristiani tornano a frequentarla. La speranza è la fede e la chiesa ci dà questa speranza. Spero davvero che a Ginevra il 22 gennaio si trovi la soluzione per bloccare questi terroristi. Ne arrivano in continuazione da tutto il mondo anche dall'Italia. E' una minaccia anche per voi perché torneranno da voi con questa mentalità sanguinaria. Cosa farete? Voi non siete abituati, non lo eravamo neanche noi ma adesso purtroppo lo siamo.

 

(Paolo Vites) 



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