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SUD SUDAN/ Il testimone: così una "guerra" politica può rovinare il Natale

Pubblicazione:venerdì 27 dicembre 2013

Bambini del Sud Sudan (Infophoto) Bambini del Sud Sudan (Infophoto)

All’origine di quanto sta avvenendo ci sono delle tensioni politiche tra il vice presidente Riek Machar e il presidente Salva Kiir. Nel luglio scorso l’incarico di Riek Machar era stato revocato, insieme a quello dell’intero governo, e ciò ha dato origine a frizioni politiche che hanno portato al tentativo di colpo di Stato da parte di Machar. Ora il presidente Salva Kiir si è detto disponibile al dialogo con Riel Machar, purché quest’ultimo si presenti al tavolo senza precondizioni. I partiti di opposizione e il governo non hanno però ancora trovato un accordo, e nel frattempo l’esercito regolare sta cercando di riconquistare alcune città nello Stato di Jonglei.

 

Come sono i rapporti tra Dinka e Nuer nel Sud Sudan?

Le situazioni di conflitto tra Dinka e Nuer appartengono alla storia. Nel 1991 le forze di Riek Machar attaccarono i villaggi Dinka nello Stato del Jonglei e uccisero 2mila persone. Nonostante quanto affermano però alcuni esponenti Dinka, l’attuale crisi non ha nulla a che vedere con le tensioni etniche con i Nuer. La questione è tutta politica, tanto è vero che sia tra i sostenitori di Riek Machar sia tra quelli di Salva Kiir vi sono tanto dei Dinka quanto dei Nuer.

 

Ritiene che nel conflitto ci sia lo zampino di Omar Bashir, presidente del Sudan da cui il Sud Sudan si è separato nel 2011?

In questo caso non sopravvaluterei il ruolo di Bashir, in quanto l’attuale conflitto è essenzialmente una questione interna che riguarda solo il Sud Sudan. I problemi di sicurezza sono nati da uno scontro di potere all’interno del governo, con gli ex alleati politici che si sono trovati su fronti contrapposti. Non sono quindi coinvolte forze provenienti dall’esterno del Paese.

 

(Pietro Vernizzi)



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