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SIRIA E LIBANO/ Mauro: Ginevra 2 non sia la scusa per l'egemonia di qualche potenza

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Si tratta dell’Iran, della Turchia, dell’Arabia Saudita e del Qatar. Sullo scacchiere sono inoltre presenti Israele nonché la Russia, la cui presenza nella base navale di Tartus incide non poco sugli equilibri dell’area. In uno scenario di questo tipo rimane molto alta la possibilità che in Libano si verifichino attentati mossi dall’uno o dall’altro dei protagonisti, o addirittura che vi siano attentati provocati ad arte per gettare la colpa sull’uno o sull’altro. In questa intricata vicenda di violenza bisogna prestare molta attenzione per proporre delle adeguate soluzioni di carattere politico. Il ruolo dell’Italia, dell’Europa e della comunità internazionale deve essere capace di intelligenza e nello stesso tempo mettere in campo una forte determinazione per trovare soluzioni condivise.

 

Il coinvolgimento dell’Iran nei colloqui di Ginevra 2 sulla Siria può segnare una svolta nelle relazioni, anche politiche ed economiche, tra Teheran e Occidente?

A mio modo di vedere vanno coinvolti tutti gli attori che ho citato prima, tra cui anche l’Iran, ma con un’attenzione particolare. La conferenza di Ginevra 2 non deve essere un tavolo in cui si cerca la soluzione ai problemi e ai progetti di potere di coloro che sono responsabili dello stato di confusione in cui versa la Siria. Al tavolo di Ginevra 2 vanno messi innanzitutto i siriani, perché siano capaci riconciliandosi di promuovere le condizioni di un nuovo dialogo. E’ la Siria il primo interesse di una strategia di pace, non l’ombra delle potenze regionali vicine.

 

I colloqui di pace possono bastare a trovare una soluzione, nel momento in cui il vero protagonista in Siria sono le milizie di Al Qaeda?

Se si trova una soluzione tra i siriani, il primo problema che si porrà ciascuno di loro sarà quello di mettere fuori gioco le brigate straniere che occupano il loro Paese.

 

Venerdì in Afghanistan tre militari Isaf sono stati uccisi e una base italiana è stata attaccata. La missione Isaf è stata un fallimento?

Questo della sconfitta dell’Occidente è soltanto un mito. In realtà in Afghanistan sta ragionevolmente operando uno Stato di diritto e a breve si terranno le elezioni politiche. E’ vero che esiste un enorme problema di sicurezza, ma la missione Isaf non sta ottenendo risultati solo sul piano militare bensì anche per quanto riguarda lo sviluppo economico e sociale dell’Afghanistan. Lo documenta il fatto che siamo passati da 800mila studenti di solo sesso maschile del 2001 a 9 milioni di cui il 40% sono donne.

 

Che cosa può fare sì che l’Italia torni a giocare il ruolo che aveva un tempo in Medio Oriente? 


COMMENTI
22/01/2014 - commento (francesco taddei)

la politica di difesa nell'area mediterranea la fa la nato, in cui comandano gli usa e francia-gran bretagna( che nel 2011 si sono accordati per costituire battaglioni navali comuni). l'italia sia per la sua instabilità, sia per essere stata sconfitta nella seconda guerra mondiale è relegata ad un ruolo subalterno sine die. quindi il ministro della difesa invece di tante balle da raccontare sul ruolo dell'italia si interessi ai militari italiani, vittime del ministro predecessore che con il suo comportamento in paesi normali sarebbe stato prima licenziato poi messo sotto processo.

 
02/01/2014 - Una bella intervista (Giuseppe Crippa)

Certamente, ma dopo che si è interessato della difesa di tutti gli italiani e della condizione dei circa 200.000 militari attualmente in servizio (molti dei quali in condizioni meno sicure dei due marò).

 
29/12/2013 - commento (francesco taddei)

un ministro della difesa non deve interessarsi alla sorte di due militari?

 
29/12/2013 - Una bella intervista (Giuseppe Crippa)

Questa intervista, che contiene anche la notizia (direi: uno scoop) dell’inizio dell’impiego dei nostri soldati in Libano in un’attività di formazione dell’esercito libanese e non più in un mero presidio del confine con Israele, è davvero interessante perché – al di là di qualche comprensibile reticenza sulla posizione dell’Italia in rapporto alle grandi potenze coinvolte – mostra una lettura davvero attenta della situazione. La punzecchiatura di Taddei, sempre attento al tema dell’italianità, questa volta è fuori tempo e fuori luogo: certe cose le chieda alla Bonino.

 
29/12/2013 - commento (francesco taddei)

il suo dovere primario è far tornare a casa i marossi, non farli giudicare da un tribunale straniero, poi penserà a salvare il resto del mondo. sempre pronti verso gli altri, ma il popolo che li ha eletti può aspettare e subire.