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SIRIA E LIBANO/ Mauro: Ginevra 2 non sia la scusa per l'egemonia di qualche potenza

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Purtroppo con la Seconda Repubblica l’Italia ha smesso di fare politica estera, in quanto la violenza del sistema bipolare ci tiene costantemente inchiodati su vicende di cortile. Il futuro dell’Italia è nel suo ruolo chiave al centro della regione euromediterranea. Ben lo sa il governo Letta per gli impegni che ha assunto rispetto alla Libia all’ultimo G8.

 

In che modo quindi l’Italia può recuperare la sua influenza in questa regione?

In primo luogo tornando a porsi il problema dell’esistenza dell’area euro mediterranea. Gli Stati dal Marocco alla Turchia, Israele incluso, rappresentano un mercato da quasi 350 milioni di persone, che non arriva però al 70% dell’economia italiana. Dal punto di vista degli investimenti da realizzare, della presenza delle nostre imprese, dei rapporti diplomatici, è dunque questo il luogo dove dobbiamo arare e seminare per poter domani raccogliere.

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
22/01/2014 - commento (francesco taddei)

la politica di difesa nell'area mediterranea la fa la nato, in cui comandano gli usa e francia-gran bretagna( che nel 2011 si sono accordati per costituire battaglioni navali comuni). l'italia sia per la sua instabilità, sia per essere stata sconfitta nella seconda guerra mondiale è relegata ad un ruolo subalterno sine die. quindi il ministro della difesa invece di tante balle da raccontare sul ruolo dell'italia si interessi ai militari italiani, vittime del ministro predecessore che con il suo comportamento in paesi normali sarebbe stato prima licenziato poi messo sotto processo.

 
02/01/2014 - Una bella intervista (Giuseppe Crippa)

Certamente, ma dopo che si è interessato della difesa di tutti gli italiani e della condizione dei circa 200.000 militari attualmente in servizio (molti dei quali in condizioni meno sicure dei due marò).

 
29/12/2013 - commento (francesco taddei)

un ministro della difesa non deve interessarsi alla sorte di due militari?

 
29/12/2013 - Una bella intervista (Giuseppe Crippa)

Questa intervista, che contiene anche la notizia (direi: uno scoop) dell’inizio dell’impiego dei nostri soldati in Libano in un’attività di formazione dell’esercito libanese e non più in un mero presidio del confine con Israele, è davvero interessante perché – al di là di qualche comprensibile reticenza sulla posizione dell’Italia in rapporto alle grandi potenze coinvolte – mostra una lettura davvero attenta della situazione. La punzecchiatura di Taddei, sempre attento al tema dell’italianità, questa volta è fuori tempo e fuori luogo: certe cose le chieda alla Bonino.

 
29/12/2013 - commento (francesco taddei)

il suo dovere primario è far tornare a casa i marossi, non farli giudicare da un tribunale straniero, poi penserà a salvare il resto del mondo. sempre pronti verso gli altri, ma il popolo che li ha eletti può aspettare e subire.