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UCRAINA/ L'esperto: la rivoluzione fallirà, il Paese è ostaggio di Putin

Pubblicazione:mercoledì 4 dicembre 2013

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

L’Ue può ritrovare un mercato ampio di consumatori che sono interessati ai prodotti provenienti dall’est dell’Unione Europea. Gli ucraini al momento comprano pochi prodotti europei perché le importazioni avvengono soltanto attraverso intermediari che comprano in Europa e rivendono a prezzi maggiorati. Ad esempio, in Ucraina un sugo della Barilla costa 4/5 volte tanto rispetto all’Italia, questo perché le aziende europee non possono vendere direttamente sul mercato nazionale. In questo modo il ricarico pesa sui cittadini e, se tutte le aziende potessero vendere come avviene nel mercato comune europeo, ci guadagnerebbero tutti.

 

Qualcuno ha detto: Sarebbe bastato che l’Ue avesse offerto a Mosca la promessa di rapporti commerciali più vantaggiosi in cambio di un sì alla firma degli accordi da parte di Yanukovich. E' così?

No, non credo che sarebbe bastato. L’Ucraina continua a rappresentare una regione importante dal punto di vista del prestigio politico, non riguarda più di tanto gli accordi economici. Il territorio di cui stiamo parlando fa parte di uno schema, la “Grande Russia imperiale”, sul quale Putin ha puntato moltissimo da quando è diventato presidente per la prima volta e sul quale la Russia non è disposta a discutere. Questo rimane un punto di frizione tra l’UE e Mosca.

 

Qual è la sua personale previsione alla luce delle manifestazioni di questi giorni?

La mia è impressione è che non si arriverà a sfiduciare il governo, o a destituire il presidente Yanukovich. Penso che le opposizioni cercheranno di trascinare il più possibile le proteste e di organizzarsi in maniera tale da presentarsi come fronte comune alle prossime elezioni. Tuttavia anche dopo aver visto le reazioni della polizia, credo che il regime sia abbastanza pronto a utilizzare la forza per difendersi, un’altra differenza rispetto alla Rivoluzione arancione. Quello che l’opposizione sta cercando è un consenso popolare in vista delle elezioni del prossimo inverno nel gennaio 2015.

 

(Mattia Baglioni)



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