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REPORTAGE/ Gli occhi azzurri di suor Marcella e altre storie di Haiti

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Per le strade di Haiti (foto A. Cavalloni)  Per le strade di Haiti (foto A. Cavalloni)

La visita di Alberto e Andrea ha come finalità un workshop in cui Avsi fa il punto sulle attività e strategie avviate nell'isola. La prima sorpresa per me è vedere così tanti haitiani presenti in sala. Mi accorgo che i veri protagonisti dell'incontro sono loro che con chiarezza e competenza espongono il lavoro svolto indicando gli obbiettivi, le difficoltà incontrate, le strategie usate per superarle e ciò che resta ancora da fare. Il livello professionale è molto alto: ogni progetto è coordinato da una o due persone quasi tutte italiane, sempre laureate che sono affiancate da personale haitiano anch'esso selezionato a seconda delle competenze che vengono richieste per ogni singolo progetto. Inizio ad intuire lo spirito della Fondazione: gli interventi sul territorio sono tanti e molto diversificati, ma sono tutti collegati fra loro e rivolti al trasferimento delle conoscenze. Lo sforzo dei collaboratori di Avsi è dar vita a metodi e strutture stabili che gli haitiani possano gestire da soli. Sento Alberto ripetere che è fondamentale raggiungere un alto impatto sul singolo individuo in modo che sia poi lui a trasferire alla comunità di cui fa parte ciò che ha acquisito perché solo così l'intervento sarà efficace e duraturo.

Al momento di uscire si scatena il diluvio, saliamo in macchina per raggiungere Saint Germain dove si trova la bidonville più estesa della città. Ci dirigiamo verso il mare, ciò che vedo è incredibile: dalle colline scendono fiumi di acqua nera che trasportano enormi quantità di spazzatura; ci sono mucchi ovunque, alcuni di essi addirittura ostacolano il passaggio delle auto. I canali di scolo si riempiono, è tutto allagato. Bambini nudi fanno la doccia sotto i rivoli che scendono dai tetti di lamiera, altre persone riempiono taniche di quell'acqua sporchissima, c'è chi lava recipienti vari, in molti si tolgono le scarpe e camminano nell'acqua.

L'immondizia galleggia ovunque, molte donne riparano i capelli con le cuffie usa e getta della doccia altre si acconciano in modo grazioso un sacchetto di plastica. Costeggiamo il mare e ci addentriamo sempre di più nella miseria, solo rifugi fatti di lamiere poggiate su strati di detriti e fango. Tanta gente in giro. Galline, maiali e bambini che razzolano. Smette di piovere, cancello di ferro, ci apre un uomo, senza fucile questa volta, ed entriamo in un oasi di pace. Bassi edifici colorati collegati tra loro da pensiline e divisi da piccoli giardini decorati con cespugli fioriti. Ci viene incontro Suor Marcella, andatura vigorosa e sguardo azzurro da giovinetta: una vera forza della natura. Ha 50 anni e, dopo aver operato in Albania e in Brasile, nel 2005 è arrivata ad Haiti.  



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