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Esteri

ISLAM/ Magdi Allam: le "moschee di Stato" sono fallite, l'Italia non segua l'Olanda

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Tutto questo, per dire che il permissivismo del Paese nei confronti degli immigrati è sempre stato eccessivamente elevato. Il concetto di libertà assoluta ha portato gli olandesi a sentirsi discriminati nei confronti di immigrati che si sono sentiti, via via nel tempo, sempre più depositari di diritti superiori a quelli degli autoctoni. E’ verosimile che, anche nel caso del corso di formazione, il governo olandese si sia sentito in dovere di farsi carico dell’istruzione degli imam. Dubito che, considerate le premesse, abbia inteso farlo confrontandosi con i contenuti dell’Islam, inconciliabili con uno stato di diritto. E’ in questo contesto, oltretutto, che si comprende l’ascesa del Partito della Libertà di  Geert Wilders, che ha saputo far leva sul sentimento della popolazione sempre più ostile agli immigrati e, in particolare agli immigrati islamici.

Secondo lei, quale dovrebbe essere, anche per l’Italia, il modello di integrazione auspicabile?

Tanto per cominciare sarebbe necessario fermare la costruzione di nuove moschee e nuove scuole coraniche, così come ha chiesto il movimento politico da me presieduto. All’interno di quelle già esistenti, poi, si deve assicurare il rispetto della legge e delle regole che fondano la civile convivenza. Di conseguenza, un eventuale corso di formazione degli imam può rientrare solo in questo contesto: nell’assoluta compatibilità con la nostra Costituzione.

Ci faccia un esempio.

Si dovrebbe vietare, in questi luoghi, la possibilità di decantare versetti coranici in cui si afferma esplicitamente la necessità di uccidere cristiani, ebrei e tutti gli infedeli; o quelli in cui si ammette la legittimità di picchiare le donne, o che queste possano ereditare solo la metà di quanto spetta agli uomini.

 

(Paolo Nessi)

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