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ARGENTINA/ Il nuovo scandalo che fa tremare il "sistema Kirchner"

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Nel 2011, prima che scoppiasse lo scandalo degli Shocklender-Bonafini, conobbi una donna molto umile, del quartiere di Villa Soldati situato nella zona Sud di Buenos Aires, Teresa Fatima Vera, che poco dopo aver dato alla luce il suo terzo figlio, essendo mancata al lavoro durante i giorni del parto presso l’Obrador de Castanares, una delle società fondate dalle Madri di Plaza de Mayo, venne brutalmente licenziata, maltrattata psicologicamente e senza aver nemmeno un soldo di quanto gli sarebbe spettato, oltre a esserle negato il documento di disoccupazione che sarebbe stato necessario per poter almeno accedere ai sussidi. E questo è un netto contrasto tra la teoria e la pratica di una organizzazione per la difesa dei diritti umani. Di fronte ai tantissimi casi del genere il silenzio è stato generale. Non solo del Governo, ma pure di alcuni partiti dell’ opposizione timorosi di mettersi contro Hebe de Bonafini per quello che la sua figura rappresentava.

 

In effetti si tratta di uno storico personaggio...

Hebe non rappresenta tutte le Madri: di fatto negli ultimi dieci anni molte di loro si sono separate da lei per questioni interne, politiche, ideologiche e anche perché Bonafini tagliava i fondi dei sussidi che l’organizzazione riceveva a tutte quelle che la contestavano, impossibilitandole ad arrivare a Buenos Aires, come successo con le Madri che risiedevano in altre zone dell’Argentina. Attualmente le Madri legate a Bonafini non superano la decina. Molti di quelli ai quali chiedevo di collaborare al libro mi trattavano da pazzo, addirittura dipingendomi come un collaboratore della destra; poi è arrivato lo scandalo e allora anche quelli che erano reticenti hanno cominciato a rompere il muro del silenzio. Ma c’è ancora del lavoro da fare, perché credo che lo scandalo vada ben oltre quello che ho finora raccontato e pubblicato.

 

Il coinvolgimento dei Kirchner con la Giunta militare e, più profondamente, con il Menemismo è ampiamente dimostrato; così come la loro iniziale distanza dalle organizzazioni per i diritti umani. Dal momento dell’assunzione della Presidenza da parte di Nestor Kirchner, nel 2003, il cambio è stato radicale arrivando a una reinterpretazione del loro passato politico in questa causa.....

Mi pare che i Kirchner siano stati molto astuti nell’interpretare il cambiamento dell’opinione della società rispetto alla questione dell’indulto e delle leggi a protezione dei militari della giunta approvate nel decennio menemista. In quel periodo Bonafini rifiutò il pagamento di un indennizzo da parte dello Stato. Poi il 19 e 20 di dicembre del 2001 ci furono le manifestazioni e gli scontri che provocarono le dimissioni del Presidente De La Rua, nei quali le Madri di Plaza de Mayo subirono cariche della polizia a cavallo. Il successivo Presidente, Rodriguez Saa, sebbene in carica per una sola settimana, volle come primo atto ricevere le Madri, sapendo che senza il loro appoggio e quello di altri settori della società l’Argentina non si poteva governare e, come ripeto, Kirchner fu molto astuto nel capirlo. In generale mi sembra che si possa essere opportunistia con ideali o senza e mi pare che Kirchner e il kirchnerismo appartengano a questa seconda categoria, in quanto hanno reinventato e riscritto il proprio passato, cosa che Hebe de Bonafini e Estella Carlotto, titolare dell’organizzazione delle Nonne di Plaza de Mayo, non potevano non sapere o hanno finto e fingono di non conoscere.

 

In che modo Kirchner ha riscritto il proprio passato?

Si è definito figlio della lotta montonera degli anni settanta, quando tutti sanno che cessò di essere militante (peraltro di pochissimo peso) dell’organizzazione al rientro di Peron in Argentina perché si impaurì in seguito al massacro di Ezeiza (la folla che andò in aeroporto a ricevere Peron venne mitragliata da militanti della destra, ndr). Con la moglie si ritirò nella regione patagonica di Santa Cruz dove si arricchì notevolmente sfruttando il decreto numero 1050 della giunta militare sulle espropriazioni di proprietà (che una volta requisite a nullatenenti vittime delle politiche economiche e dei processi inflazionistici manovrati dalla Giunta venivano rivendute dalle sue agenzie immobiliari, ndr) . Inoltre Nestor definì Menem (del cui Governo faceva parte assieme alla moglie) il miglior Presidente che l’Argentina avesse mai avuto, non si occupò mai di diritti umani sia da deputato che da Governatore della provincia di Santa Cruz , la cui polizia fu la più repressiva di quegli anni.

 

Pochi sanno che l’organizzazione delle Madri di Plaza de Mayo si è divisa in due: da una parte la cosiddetta “Linea fundadora” e dall’altra quella capitanata da Hebe De Bonafini, che, insieme a quella delle Nonne, è stata cooptata dal potere kirchnerista. Nel suo libro, riferendosi alla Società “Suenos Compartidos” da loro gestita, vengono descritti atti di minaccia, utilizzo di gruppi di picchiatori, condizioni di lavoro ai limiti della schiavitù: insomma, un panorama più prossimo a una dittatura che a Organizzazioni per i diritti Umani. Perché?