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ARGENTINA/ Il nuovo scandalo che fa tremare il "sistema Kirchner"

In Argentina il dramma dei desaparecidos sembra essere diventato uno strumento di business e potere, come ci racconta il giornalista LUIS GASULLA autore di un libro-inchiesta

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Uno dei tanti punti oscuri che hanno contraddistinto la politica kirchnerista di questo ultimo decennio riguarda la questione legata alla genocida dittatura militare degli anni Settanta. Il forte segnale di giustizia proveniente dalla società argentina in questo senso è stato raccolto e, nonostante alcune giuste decisioni come l’abolizione dei decreti che avevano salvato i maggiori esponenti della dittatura dal carcere, si è assistito alla cooptazione politica di due organizzazioni, le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo (la prima è un’associazione formata dalle madri dei dissidenti scomparsi durante la dittatura militare tra il 1976 e il 1983, i cosiddetti desaparecidos), all’interno della struttura di potere.

La riscrittura del passato della coppia presidenziale ha trasformato i Kirchner nei portabandiera di una questione molto sentita, fatto che ha portato, nelle sue ramificazioni, alla creazione di una società, denominata “Suenos Compartidos”, affidata alle organizzazioni sopra citate con il compito, davvero nobile, di costruire alloggi per famiglie bisognose. Ma la faccenda è deflagrata in poco tempo in uno scandalo di proporzioni gigantesche che ha coinvolto in prima persona sia Hebe De Bonafini, titolare storica delle Madri, che Sergio Shocklender, un parricida il cui caso scosse l’Argentina degli anni Ottanta, che Hebe aveva adottato pochi anni fa come figlio e contitolare dell’impresa. Giri di tangenti, minacce, sfruttamento schiavista del lavoro... insomma un’immagine che poco ha a che vedere con i diritti umani, immediatamente silenziata dal Governo e dai media perché proveniente da un mondo intoccabile e da un’immagine-totem nella società argentina.

Fino a che un giornalista coraggiosissimo, Luis Gasulla, scosso da una vicenda di cui è stato testimone, ha deciso che era ora di alzare il coperchio su questo caso: ha svolto un’inchiesta di un professionalismo mediatico invidiabile, che si è trasformata in un libro - “Il business dei diritti umani” (edito da Sudamericana) - di enorme successo che ha scosso l’intero Paese e posto molti seri dubbi sia sull’operato delle organizzazioni che sullo sfruttamento politico di una vicenda tra le più oscure del secolo scorso. Lasciamo che sia lo stesso autore, da noi intervistato a Buenos Aires, a svelarci i particolari di una storia che ha non solo dell’incredibile ma lascia attoniti per una vicenda umana, quella dei “desaparecidos” che continua a suscitare una forte emozione anche dopo 40 anni.

L’argomento dei diritti umani in Argentina o, per maggior precisione, dei “desaparecidos” ha conquistato un forte spazio emotivo nel mondo intero, dove le rappresentanti delle Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo vengono ricevute alla stregua di capi di Stato. Lo scandalo descritto nel suo libro sembra appartenere a un passato lontano, anche se non lo è.... che necessità ha avuto di “resuscitarlo”?

Credo che il giornalismo debba sempre interrogarsi sugli argomenti nei quali la società dà per scontate le decisioni dei Governi, accettandole a scatola chiusa. Tanto per fare un esempio, all’inizio degli anni Novanta la quasi totalità dei media e la società in argentina non si interrogavano sul perché bisognasse privatizzare le società pubbliche nelle mani dello Stato: tutti erano d’accordo sul fatto che davano forti perdite, ma nessuno si chiedeva se le ragioni non risiedessero nel modo in cui le stesse venivano letteralmente svuotate o mal condotte dai Governi che le amministravano. Con la politica dei diritti umani è accaduto qualcosa di simile, dando per scontato che i Kirchner siano stati rivoluzionari e abbiano fatto molto di più dei Governi precedenti. Ecco, mi pare che in questo mito risieda la base dell’azione kirchnerista. La politica dei diritti umani è entrata anche in questioni non solo culturali ma anche economiche dove molti temi sono serviti per dividere la società in buoni e cattivi, creando il paradigma “quelli che non stanno con noi sono nemici e quindi complici della dittatura”: insomma, una pazzia.

Come ha iniziato questo lavoro di ricerca della verità?