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Esteri

INDIA/ 103 donne sterilizzate come animali? L'unica risposta è l'amore di Madre Teresa

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Fiumi di euro o di dollari vengono investiti in programmi di family planning, birth-control, salute materno-infantile o lotta all’Aids con il solo scopo di sterilizzare, evitare, prevenire, chiudere, tagliare, rimuovere, bloccare. Spesso si ricorre in prima battuta anche all’aborto.

Ridurre il numero, insomma. Proprio il contrario della situazione di calo demografico del nostro Occidente, dove il clima sociale di individualismo e di eliminazione delle responsabilità è il “grande preservativo”. Più efficace e scientifico di ogni altra forma di contraccezione. Il caso del Bengala Occidentale dimostra che la mentalità che organizza e manovra tutto questo è disumana, il metodo da catena di montaggio chiarisce la concezione della persona che là vige. La donna è ridotta a quelle due tube da legare, ed il consenso da lei ottenuto, se c’è stato, sarà a dir poco condizionato, magari da soldi o da pressione sociale. La sua dignità è così misconosciuta e calpestata che non merita nemmeno una stanzetta con una branda; per il suo risveglio va bene la terra del piazzale. Oltretutto il rischio di una complicanza fatale in questo momento è molto elevato. Alla faccia della privacy, del consenso informato, della diffusione dei dati personali sensibili di cui firmiamo decine di fogli quando siamo ricoverati qui in Italia. 

Quello che sta dietro a queste situazioni, sia in India che in Occidente scaturisce da un’ idea ridotta di persona, specialmente della donna e del bambino: un numero ed un dato da tenere sotto controllo e da pianificare secondo un criterio di utilità. Non conosco la ricetta magica di quel problema serio che è il controllo demografico, specie in queste aree ormai sovraffollate, ma sicuramente è necessario ripartire dalla coscienza della irripetibilità ed unicità della singola persona, in qualsivoglia situazione e condizione sia. Ripartire dal rispetto assoluto ed umile di quella grande ed intoccabile meraviglia e mistero che è la persona. Se lo diceva con la sua vita e le sue opere Madre Teresa di Calcutta che calpestava gli stessi piazzali e conosceva le stesse donne del Bengala Occidentale, vuole dire che non è utopia.

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