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VISTO DA ISRAELE/ A Benedetto XVI il rispetto dei "fratelli maggiori" e l'amore del "piccolo gregge"

Pubblicazione:martedì 12 febbraio 2013

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"Otto anni di amicizia". Le primissime reazioni della stampa israeliana all’annuncio di Benedetto XVI insistono sui tanti passi avanti del Pontefice nelle relazioni con il mondo ebraico. Anche in Israele, le parole con cui il Papa ha comunicato la scelta di lasciare il ministero petrino sono diventate in pochi minuti la notizia d’apertura delle versioni online delle testate più lette. Ynetnews, Haaretz, il Jerusalem Post, titolano citando Yona Metzger, rabbino capo dello stato ebraico, la sua lode alle iniziative del Santo Padre per il dialogo tra Cristianesimo, Ebraismo e Islam e la constatazione di come le relazioni tra Israele e Vaticano non fossero mai state migliori.
La citazione delle voci ebraiche continua con le parole di apprezzamento e gli auguri del rabbino capo britannico, Jonathan Sacks e la dichiarazione di Ronald S. Lauder, presidente del World Jewish Congress: "Il papato di Benedetto XVI ha elevato le relazioni tra cattolici ed ebrei a un livello mai raggiunto prima. Non solo ha mantenuto ciò che era stato raggiunto dal suo predecessore e dato a queste relazioni una solida base teologica ma, cosa più importante, ha riempito tutto questo di significato e di vita". "La sua decisione – aggiunge Lauder – merita il nostro più grande rispetto".
Haaretz approfondisce ripercorrendo la storia delle relazioni diplomatiche ufficiali tra Israele e la Santa Sede, iniziate in tempi relativamente recenti - nel 1993 - con Giovanni Paolo II e ricordando le questioni più delicate – legate soprattutto al periodo della Shoah - che per molto tempo hanno ferito il rapporto tra ebrei e cattolici. È un elogio al "papa del dialogo", che Israele ricorda soprattutto per la sua preghiera al Muro del Pianto e per la visita e il discorso al memoriale dello Yad Vashem, il museo che fa memoria dell’Olocausto, a Gerusalemme. Un Pontefice che ha fatto tanto per rinsaldare il legame incrinato con i "fratelli maggiori" ebrei, ma che non ha esitato a prendere ferme posizioni sui temi del conflitto senza fine tra Israele e Palestina, come non manca di ricordare ancora Haaretz


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