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EGITTO/ Al Sayyid (American University Cairo): Morsi sta distruggendo l’economia

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Mohammed Morsi (InfoPhoto)  Mohammed Morsi (InfoPhoto)

La mancanza di stabilità nel Paese è causata proprio dall’inazione del governo. I principali problemi dell’economia egiziana sono di natura politica, e derivano dalla mancanza di un accordo sulla nuova Costituzione e sulla legge elettorale. E’ responsabilità del capo di Stato cercare di ricomporre le differenze di veduta.

 

Morsi è in carica da meno di otto mesi. E’ un periodo abbastanza lungo per rilanciare l’economia del Paese?

Il problema di Morsi è che non si rende conto della gravità della situazione economica, altrimenti avrebbe compiuto tutte le mosse politiche necessarie per ripristinare la stabilità nazionale e consentire all’economia di operare normalmente. La vera priorità però è ripristinare la stabilità politica per permettere all’economia di ritornare alla normalità.

 

Quali sono i passi che Morsi avrebbe dovuto compiere subito dopo la sua elezione?

Gli aiuti offerti all’Egitto dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e da altre istituzioni finanziarie internazionali sono vincolati agli accordi tra l’Egitto e il Fondo Monetario Internazionale. Questi accordi dovrebbero però essere approvati dai maggiori partiti politici nel Paese, favorendo la riconciliazione nazionale e la costruzione del consenso. Quest’ultimo è una precondizione per l’accordo con l’Fmi, che consentirebbe a un afflusso di maggiori risorse esterne verso l’Egitto.

 

La riconciliazione richiede gli sforzi anche dell’opposizione, che però continua a manifestare rifiutandosi di scendere a compromessi …

Tra l’opposizione e il partito di Morsi non ci sarà possibilità di riconciliazione finché alcune delle legittime domande della società civile sono respinte con forza. L’opposizione vorrebbe introdurre dei cambiamenti nella Costituzione, un adeguamento dello statuto dei Fratelli musulmani rispetto alle norme vigenti e la nomina del nuovo procuratore generale da parte del Consiglio supremo della magistratura anziché per decisione dello stesso Morsi. Il presidente però fa orecchie da mercante.

 

Che cosa deve fare quindi l’opposizione?

Deve consolidare i suoi legami con i manifestanti, cercare di mettere radici nelle zone rurali e nelle piccole città e convincere un numero più vasto di egiziani a unirsi ai loro partiti e a sostenerli attivamente.

 

(Pietro Vernizzi)



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