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Esteri

SITUAZIONE GRECIA/ Deliolanes (ERT): una crisi umanitaria censurata per gli interessi della finanza mondiale

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Samaras aveva promesso che il suo sarebbe stato un governo che avrebbe rinegoziato le terribili condizioni del Memorandum of Understanding. Di fatto però non c’è stata nessuna rinegoziazione, ma solo un aut aut. Il nostro governo non fa altro che applicare le ricette della Troika, non ha nessun tipo di autonomia e di contrattazione ed è esautorato da qualsiasi responsabilità.

 

Quali sono state le conseguenze?

In un recente rapporto, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, ha ammesso gli errori nei calcoli della sua organizzazione rispetto agli effetti dell’austerity sul peggioramento della recessione. L’Fmi non aveva infatti previsto una contrazione del Pil greco pari al 7/8%, ma pensavano che si sarebbe limitata al 3,5/4%. Ora l’Fmi ha riconosciuto ufficialmente il suo errore. In occasione dell’ultima riunione di Ecofin, il ministro greco delle Finanze, Yiannis Stournaras, ha posto la questione, chiedendo come si possano alleggerire le misure di austerità in modo da garantire un minimo di respiro ai greci. La risposta è stata che non è previsto alcun alleggerimento e che occorre proseguire con le misure già decise. A fine mese la Troika si recherà di nuovo in Grecia e ci si aspetta una nuova stretta.

 

Eppure la situazione della Grecia è ormai passata sotto silenzio …

Trovo incredibile il fatto che si sia parlato molto di Grecia, quando scoppiavano le molotov a Syntagma, mentre ora si tace il fatto che c’è un’emergenza umanitaria in un Paese allo stremo. La popolazione greca non ce la fa più, tanto che è probabile che sia messa in pericolo non solo la nostra democrazia ma la stessa stabilizzazione dei Balcani. Ci sono pericoli non solo per il popolo greco, ma anche per la regione in generale.

 

Se la troika decide al posto del Parlamento, la democrazia non è già di per sé indebolita?

La crisi della democrazia per opera di questo conglomerato sovranazionale rappresentato dall’Unione Europea è un tema già noto. La Commissione Ue è un organismo non eletto, e le sue decisioni e orientamenti spesso sono finalizzati alla soddisfazione di esigenze finanziarie, piuttosto che alla necessità di dare risposte all’economia reale o alla popolazione europea.

 

(Pietro Vernizzi)

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