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INDIA/ Uccisero una bimba di 5 anni in un sacrificio umano: ergastolo a una coppia indiana

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Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Un uomo e una donna, entrambi indiani, sono stati condannati all’ergastolo dal tribunale dello Stato settentrionale dell'Uttar Pradesh per aver sacrificato una bambina di cinque anni allo scopo di propiziarsi le divinità induiste. Il fatto è tristemente noto e risale al gennaio del 2009, quando i due, Prahlad e Pushpa Devi, decisero di rivolgersi allo stregone locale con lo scopo di migliorare la loro disperata condizione finanziaria. Per placare la “maledizione divina”, il santone consigliò loro di sacrificare una piccola bambina innocente: per questo motivo la coppia rapì la giovane, la quale faceva parte del loro stesso villaggio, e la uccise in un complesso rituale propiziatorio. Il corpo fu successivamente seppellito nel cortile della loro abitazione ma, a seguito della denuncia dei vicini, la polizia arrivò dopo alcune indagini a svelare il macabro assassinio. I due, una volta scoperti, in seguito confessarono il crimine e rivelarono il luogo dove avevano nascosto il cadavere della piccola. Purtroppo pratiche medioevali come queste, nel nord dell'India e in particolare nell'Uttar Pradesh, lo Stato più popoloso del Paese, sono ancora molto ricorrenti. Poco più di un anno fa, sempre in India, due uomini sono stati arrestati con l'accusa di aver rapito e massacrato una bambina di 7 anni. Per placare l'ira degli dei e ottenere un raccolto migliore, infatti, i due uomini avevano estratto il fegato della piccola, uccidendola. La barbarie era avvenuta nella provincia di Bijapur, nello stato di Chattiisgarh, da cui la piccola era scomparsa ad ottobre del 2011. Sembra che la bambina stesse ritornando a casa dopo aver guardato la televisione a casa di un vicino, quando è stata rapita. I suoi resti sono stati trovati solamente una settimana dopo nello stato di Chhattisgarh, dove casi di sacrifici umani ancora si verificano con una certa frequenza. I due contadini, scoperti e accusati dell'omicidio, hanno successivamente confessato e giustificato il proprio atto come un’offerta agli dei per propiziare il raccolto.


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