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NOZZE GAY/ Il giurista: la scelta "innaturale" di Obama apre alla poligamia

Barack Obama (InfoPhoto) Barack Obama (InfoPhoto)

Il fatto che la politica ha interesse soltanto ad affermare il suo potere, e che nel caso della richiesta di Obama ci troviamo di fronte a una scelta attraverso cui il potere determina tutto. Mettiamo nelle mani di chi ci governa anche un elemento come il matrimonio. Chi è capace di farsi valere e ha i mezzi necessari può quindi entrare in qualsiasi ambito. Ma del resto, poiché ci troviamo in una società pluralista, libera e costituzionale, è qualcosa a cui difficilmente ci si può opporre.

 

Proprio per questo, in molti si chiedono se le coppie gay non siano discriminate.

Il tema della discriminazione è molto sentito nella politica americana e non solo. Negli Stati Uniti in particolare la questione dell’uguaglianza non è affrontata in modo identico per tutti. C’è un confine molto importante nell’ordinamento Usa in quanto alcune differenziazioni non sono praticabili a nessuna condizione, per esempio quelle su base razziale. Altre differenziazioni determinate da questioni economiche sono invece decise dal potere politico, senza dover rispettare alcun vincolo costituzionale.

 

Quali sono le conseguenze di questa istanza dell'Amministrazione Obama?

La richiesta formale di Obama alla Corte suprema opera una sorta di commistione tra i due livelli. Considera cioè le nozze gay come una questione economica che finisce per avere un effetto sui diritti.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
24/02/2013 - La longa manus (Francesco Giuseppe Pianori)

Obama è la longa manus dell'Islam saudita, che soldi e radicalismo uniscono alla massoneria. Tutto ciò che è dell'uomo da loro fastidio, tesi come sono al potere, alla lussuria e all'usura, come ben dice Eliot. Fortuna che c'è la Chiesa.