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ISLAM "BUONO"/ Introvigne: la moschea turca ad Atene insegna qualcosa anche a noi

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Si tratta di un fenomeno che ovviamente segue l’immigrazione, quindi vi è una maggiore influenza turca in Germania o del Marocco in Italia, ma non è certamente l’unico motivo. A suo tempo, per esempio, Gheddafi non seguiva questo principio e finanziava moschee un po’ ovunque per affermare una sorta di priorità politica.

Quali sono gli altri Paesi protagonisti di questi investimenti?

Un altro attore molto attivo è il Qatar che, pur essendo un piccolo Paese, è una delle grandi potenze economiche mondiali. Ricordo che in passato, in occasione della concessione di un sostanzioso prestito all’Italia, è stata avanzata la richiesta di permettere la costruzione qualche moschea proprio sul nostro territorio.

Che tipo di islam è quello del Qatar?

Per quanto sia molto integrato nei circuiti economici, il tipo di islam diffuso dal Qatar è piuttosto conservatore. Da questo punto di vista si tratta quindi di un attore piuttosto ambiguo.

Quali sono i maggiori rischi in un islam di questo tipo?

Prescindendo dal caso della moschea di Roma, certamente particolare ma tutto sommato positivo, in genere il tipo di insegnamento che proviene dagli imam dell’Arabia Saudita, di scuola wahabita, quindi ultraconservatrice, è quello che poi va a costituire un seme fecondo su cui può fiorire il fondamentalismo. Naturalmente non bisogna generalizzare, però è indubbia l’esistenza di un rischio del genere e non solo quando i finanziamenti provengono dell’Arabia Saudita o dal Qatar.

 

(Claudio Perlini)



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