BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAPIMENTO BELLUOMO/ Siria, rilasciato l'ingegnere sequestrato un mese fa

Pubblicazione:lunedì 4 febbraio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Si è concluso fortunatamente in modo positivo il caso del rapimento dell'ingegnere italiano Mario Belluomo sequestrato circa un mese fa in Siria, dove lavorava. Insieme a lui erano stati rapiti anche due ingegneri russi, rilasciati senza conseguenze anche loro. Sul caso non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali che spiegano chi siano gli autori del gesto e come siano andate esattamente le trattative per il loro rilascio. Secondo il ministero degli esteri russo il caso è chiuso in modo positivo: i due lavoratori russi sarebbero stati rilasciati dopo uno scambio con alcuni guerriglieri. La Farnesina invece chiede sia mantenuto ancora il totale riserbo sul caso perché la situazione sarebbe ancora delicata. A cosa si riferisca il nostro ministero degli esteri non è chiaro. Al momento si sa che Belluomo sarà presto consegnato ai nostri rappresentanti italiani tramite il ministero degli esteri siriano mentre i due russi si trovano al momento presso l'ambasciata russa di Damasco. Sembra che per il rilascio dei tre fosse stato chiesto un riscatto pari a 50 milioni di lire siriane che corrispondono a circa 530 mila euro. Non si sa chi abbia pagato il riscatto, se la Russia insieme all'Italia o la Siria. Si tratterebbe dunque di una banda di rapinatori e basta, senza implicazioni alcuna di tipo politico. Il fatto infatti che fossero stati rapiti due russi il cui paese sostiene da sempre il regime di Assad contro i ribelli aveva fatto credere si trattasse di un atto di questi ultimi. I tre lavoratori erano impiegati in una acciaieria ed erano stati rapiti mentre dalla città di Homs si stavano recando al porto della località di Tartous. E' qui infatti che ha sede l'acciaieria ed è qui che Belluomo abitava in un albergo cittadino. Si attende adesso che l'ingegnere italiano possa ritornare al più presto in Italia. Le condizioni dei tre sarebbero buone, non avrebbero cioè subito maltrattamenti di alcun tipo. Una voltsa in Italia l'igegnere potrà raccontare cosa sia successo e come sono state le condizioni della sua prigionia e anche se abbia capito chi fossero realmente i rapitori.


  PAG. SUCC. >