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EMBRIONI/ D’Agostino: con la diagnosi preimpianto la Germania "torna" all’eugenetica

Pubblicazione:mercoledì 6 febbraio 2013

Il Parlamento tedesco (InfoPhoto) Il Parlamento tedesco (InfoPhoto)

Si può anche sostenere, come ritengono alcuni bioeticisti, che l’acquisizione di queste conoscenze possa servire alla terapia prenatale delle patologie dell’embrione. Oggi esiste un capitolo della bioetica riassunto nell’espressione “il feto come paziente”, per sostenere che si è aperto un nuovo ramo della medicina in cui si cerca di curare delle patologie prenatali. Queste ultime ovviamente richiedono diagnosi prenatali.

 

In Italia le diagnosi preimpianto sono consentite?

A essere vietate sono quelle diagnosi che possono presentare rischi per l’embrione. Una mera diagnosi osservazionale dell’embrione non è però proibita dalla legge, il cui scopo è garantire la salute dell’embrione. Poniamo che su tre embrioni un medico ne analizzi uno per ipotizzare la salute degli altri, e distrugga quello che sottopone a diagnosi, in questo caso si introduce un evento letale per l’embrione stesso. Diverso è il caso in cui ci si limita a porre l’embrione sotto al microscopio per osservarlo e acquisire informazioni.

 

Se lo scopo è curare l’embrione, dove sta la necessità di una diagnosi precedente all’impianto e non invece successiva?

Ipotizziamo che l’embrione sia talmente alterato da far pensare che l’impianto non possa che fallire. In questo caso il medico saggio non dovrebbe né impiantarlo né distruggerlo, purché ovviamente raggiunga la certezza del fatto che le alterazioni embrionali siano gravissime. Poniamo che il medico produca cinque embrioni in provetta, ne prenda uno per impiantarlo e lo metta sotto al microscopio. Invece di avere il normale colore, è diventato tutto nero. A questo punto il medico potrebbe anche non sapere il perché di quanto è avvenuto, ma potrebbe stimare in base alla sua professionalità che l’impianto fallirà o che ci sarà un aborto spontaneo. Diverso è il caso di una diagnosi prenatale per scoprire se l’embrione ha la Sindrome di Down per poi ucciderlo, in quanto si tratta di una scelta la cui immoralità è conclamata.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
06/02/2013 - E' chiamato aborto terapeutico (maria gonano)

la diagnosi pre-natale post-impianto o pre-impianto tende alla costante eliminazione del tarato-malformato. Questa è la prassi, con la legge 40/2004 questo fenomeno si è ulteriormente aggravato. Vorrei porre una domanda: Intende il prof. D'Agostino impegnarsi per il divieto di ogni pratica di fecondazione extracorporea con conseguente abolizione della legge 40/2004? Leo Aletti