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TUNISIA/ Scontri in piazza, le opposizioni si dimettono in massa dalla Costituente

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L'omicidio stamattina del leader delle forze di opposizione anti islamiche Chokri Belaid sta provocando un tumulto nell'intera Tunisia. Belaid è stato freddato a colpi di pistola appena uscito di casa: aveva già ricevuto diversi avvertimenti e il suo partito era stato vittima di atti di violenza di estremisti islamici. Adesso come prevedibile la situazione sta precipitando nel caos. Già stamane dopo l'omicidio manifestanti si erano diretti al ministero degli interni per protestare e chiedere le dimissioni del capo del governo, Hamadi Jebali, eletto a guida di una formazione islamica definita moderata ma sostenuta dai fondamentalisti. E' un quadro per certi versi simile a quello egiziano, proprio nel paese che aveva dato vita alla cosiddetta primavera araba. Le manifestazioni stanno degenerando in gravi scontri, ma soprattutto a dare il quadro di una seria crisi istituzionale è la notizia che le forze di opposizione hanno dato in massa le dimissioni dall'assemblea costituente. Incidenti molto gravi si segnalano intanto nella città dove vive la famiglia di Belaid: qui la sede locale del partito islamico al governo è stata incendiata dalla folla. Stessa cosa anche nelle città di Mezzuna e di Gafsa. Manifestazioni di protesta si segnalano un po' in tutta la Tunisia, ad esempio Biserta e Kasserine. Rached Ghannouci, leader del partito di maggioranza, ha accusato i responsabili dell'omicidio di Belaid di voler creare un clima da bagno di sangue, ma le opposizioni accusano proprio lui di essere il mandante degli assassini. La formazione guidata dal leader ucciso era da poco entrata a far parte di una coalizione di forze di opposizione che chiedono laicità e fine del regime di stampo islamico che regge la Tunisia dalle elezioni del 2011. Belaid aveva accusato anche di recente il capo del governo tunisino di voler imporre il totale controllo dell'amministrazione, della giustizia e dell'apparato militare, con la Tunisia costretta a vivere in un clima di violenza. Intanto nella capitale la tensione è altissima, con la polizia che spara lacrimogeni contro migliaia di manifestanti che circondano il ministero degli interni. Da parte delle forze al potere si registra il messaggio del presidente Marzouki, che respinge ogni accusa riguardo l'omicidio di Belaid e manda una sorta di messaggio all'Europa: "È interesse dell'Europa accompagnare la transizione in Tunisia perché se falliamo, ci sarà un impatto gravissimo sulla sicurezza dell'Europa".



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