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USA/ I Tea Parties "spaccano" i Repubblicani e aiutano Obama

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Barack Obama insieme a John Brennan (InfoPhoto)  Barack Obama insieme a John Brennan (InfoPhoto)

Questi sono segnali di subbuglio nell’opposizione americana, che vede contrapporsi al suo interno membri storici del partito con i sempre più influenti componenti libertari legati ai movimenti dei Tea Parties. Forse non è un caso che nel momento di grande visibilità del candidato vicepresidente repubblicano Paul Ryan, vicino al mondo dei “libertarian” (che ha guadagnato un invito a cena da Obama per discutere di un piano decennale per il pareggio di bilancio entro il 2023) sia ritornato in pista, complice la pubblicazione di un nuovo libro che sta presentando in lungo e in largo, l’ex-governatore della Florida Jeb Bush che alla domanda su una sua possibile candidatura per il Gop nel 2016 ha risposto “I’m not saying yes, I’m just don’t saying no”.

E forse non è neanche un caso che l’ormai eroe Rand Paul (osannato dai conservatori su Twitter con l’hastag #StandwithRand) abbia dichiarato che al partito repubblicano serve “qualcosa di fresco, nuovo e diverso”, lanciando così una possibile candidatura che rende più intellegibile il suo gesto in Senato.

Lo stesso McCain, intervistato venerdí da Shepard Smith su Fox News, rispondendo alle insinuazioni su una grosse divisione all’interno del Gop (almeno per quanto riguarda le politiche della difesa) ha risposto abbastanza scocciato dicendo che bisognerebbe seguire chi nel partito è, come lui, un decorato veterano del Vietnam e fedele ammiratore di Ronald Reagan.

Insomma, in vista delle elezioni di mid-term, e per approfittare del momento di difficoltà di Obama in materia di bilancio, i repubblicani si stanno muovendo. E ne faranno vedere delle belle.

Andrebbe però ricordato a Paul che le sue 13 ore di ostruzionismo si piazzano in nona posizione nella classifica dei “filibustiers” americani, saldamente guidata dal senatore Storm Thurmond il quale nel 1957 parlò per ben 24 ore e 18 minuti contro il Civil Rights Act. Altri tempi.

(Francesco Seghezzi)



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